Mantovano annuncia nuove tutele sociali e una cassa integrazione legata alla continuità produttiva. Confermato l’obiettivo dell’acciaio green
Un nuovo decreto-legge per tutelare i lavoratori dell’ex Ilva e garantire una prospettiva di continuità industriale, nonostante la difficile situazione degli stabilimenti. È l’impegno annunciato dal Governo durante l’incontro con le organizzazioni sindacali a Palazzo Chigi, dedicato al futuro di Acciaierie d’Italia. Ad aprire il confronto è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, che ha confermato l’intenzione dell’esecutivo di portare il provvedimento già al prossimo Consiglio dei ministri.
Cassa integrazione, l’obiettivo è evitare la chiusura
Il punto centrale dell’intervento riguarda gli ammortizzatori sociali per i dipendenti degli stabilimenti siderurgici. La linea illustrata da Mantovano prevede il ricorso alla cassa integrazione in una prospettiva di continuità aziendale, anziché come conseguenza della cessazione definitiva delle attività. Il Governo intende quindi predisporre un quadro di protezione sociale che accompagni l’attuale fase di difficoltà, mantenendo aperta la possibilità di una ripresa produttiva. Mantovano ha inoltre precisato che sono allo studio ulteriori misure di tutela per i lavoratori, che potrebbero essere introdotte durante l’iter parlamentare di conversione del decreto-legge.
Resta l’obiettivo dell’acciaio green
Sul futuro industriale dell’ex Ilva, il sottosegretario ha ribadito l’orientamento del Governo verso una trasformazione del sistema produttivo. La prospettiva indicata resta quella della produzione di acciaio green, attraverso l’introduzione di un impianto Dri per la produzione di preridotto e l’utilizzo di forni elettrici. Una soluzione che, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrebbe accompagnare il percorso di decarbonizzazione della siderurgia. Mantovano ha però posto una condizione precisa: il progetto dovrà essere sostenuto da un piano industriale credibile, capace di delineare le prospettive produttive dello stabilimento.
Il prossimo passaggio sarà dunque l’esame del decreto in Consiglio dei ministri, mentre proseguiranno gli approfondimenti sulle ulteriori garanzie occupazionali da inserire nel provvedimento.