Basta contrapporre il diritto alla salute a quello al lavoro. È quanto afferma Pierpaolo Volpe, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto, intervenendo sul futuro dell’ex Ilva e sulle ricadute ambientali e sanitarie. Secondo Volpe, Taranto ha diritto a una legge speciale per tutelare la salute dei cittadini e il futuro dei bambini. “La salute e la vita umana vengono prima di tutto”, sottolinea. Servono la messa in sicurezza dello stabilimento, bonifiche immediate, prevenzione, screening e un piano straordinario di assunzioni per la sanità tarantina.
Per il presidente dell’Opi, il lavoro resta un diritto fondamentale, ma lo è altrettanto la salute. Taranto “non è un territorio come gli altri” e non può essere affrontata con strumenti ordinari. Volpe chiede quindi al Governo e alla Regione una legge speciale che preveda risorse per la sicurezza dello stabilimento, le bonifiche, la sorveglianza epidemiologica e ambientale, la prevenzione e gli screening. Tra le richieste anche il potenziamento della sanità. “A Taranto servono più professionisti della salute dove il bisogno è maggiore”, afferma Volpe, indicando infermieri, medici, professionisti sanitari e operatori della prevenzione.
Volpe chiede inoltre di rafforzare gli screening oncologici e cardiovascolari e i percorsi dedicati alle patologie croniche. “La prevenzione non può essere un progetto temporaneo: deve diventare una politica permanente per Taranto”, ribadisce. L’obiettivo, aggiunge, è evitare che le conseguenze delle scelte compiute negli ultimi decenni ricadano sulla salute dei bambini. “Basta con la scelta impossibile tra lavoro e salute. Vogliamo lavoro sicuro, industria sicura, ambiente risanato e cittadini tutelati”.