Una pagina drammatica della nostra storia che riemerge dal passato per parlare dritta al cuore delle nuove generazioni.
Nella prestigiosa cornice della Sala Tatarella a Montecitorio è stato presentato il libro “Vito Donato Addabbo”, scritto a quattro mani da Biagio Saracino e Giancarlo Parisi.
Un volume prezioso che squarcia il velo del tempo per restituire dignità e memoria a un eroe del nostro territorio. Al centro del lavoro di ricerca c’è la vita spezzata di Vito Donato Addabbo, carabiniere originario di Avetrana, che trovò una morte tragica il 25 settembre 1943 nell’affondamento del piroscafo britannico Dubac, al largo di Otranto. Una fine arrivata in quei giorni terribili e confusi che seguirono l’armistizio dell’8 settembre, quando migliaia di soldati italiani si ritrovarono senza ordini chiari, sospesi tra il dovere e la speranza di libertà.
L’iniziativa ha trovato una sponda fondamentale nelle istituzioni grazie all’Onorevole Dario Iaia, deputato tarantino che ha sposato fin da subito il progetto, da sempre sensibile al lavoro di ricostruzione storica portato avanti dall’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci nella provincia ionica
Il valore solenne dell’evento è stato testimoniato dalla presenza di altissime cariche militari e civili. Tra i presenti in sala, il Generale di Divisione Antonino Neosi (in rappresentanza del Comandante Generale dell’Arma Salvatore Luongo), il Colonnello Leonardo Laserra Ingrosso (Direttore della Banda della Guardia di Finanza, anche lui fiero avetranese) e il Presidente Nazionale dell’A.N.C.R., il professor Antonio Landi.
Ricordare il sacrificio di Vito Donato Addabbo significa strappare all’oblio la vita di un ragazzo che ha pagato con il sangue la fedeltà alla propria divisa e alla propria terra. Un monito che da Montecitorio, si trasforma in un passaggio di testimone: consegnare ai giovani la responsabilità enorme di custodire e proteggere la Memoria