Birra artigianale, Unionbirrai rilancia la filiera pugliese

Scritto il 23/09/2026
da Redazione

Di Palma alla Fiera del Levante: “Agricoltura, ricerca, trasformazione e birrifici devono lavorare insieme”


BARI – Non soltanto birra prodotta in Puglia, ma una filiera capace di partire dalle materie prime del territorio e coinvolgere agricoltura, ricerca, trasformazione e birrifici. È la proposta lanciata da Unionbirrai alla Fiera del Levante, durante l’incontro “Dalla terra al valore: costruire le filiere del futuro”, promosso dalla Regione Puglia. L’obiettivo è costruire un sistema regionale strutturato, in grado di generare maggiore valore economico e creare nuove opportunità per le imprese agricole e brassicole.

“Serve un progetto condiviso”

A delineare la prospettiva è Donato Di Palma, referente regionale di Unionbirrai Puglia. “La Puglia ha già birrifici artigianali indipendenti che negli anni hanno costruito prodotti, competenze e una propria identità. Quello che ancora manca è una filiera strutturata capace di mettere in relazione agricoltura, trasformazione, ricerca, birrifici e mercato”.

Tra le materie prime sulle quali lavorare vengono indicati orzo da birra, frumento, luppolo e altri ingredienti territoriali. Il passaggio decisivo, però, non sarebbe soltanto aumentarne la produzione, ma costruire una domanda agricola qualificata attraverso sperimentazione, contratti, tracciabilità e standard di qualità.

Il nodo della trasformazione

Un ruolo centrale viene attribuito anche alla trasformazione delle materie prime, a partire dalla maltazione dei cereali, indispensabile per collegare in maniera concreta il mondo agricolo ai birrifici. “Una filiera qualificata e tracciabile può dare ulteriore valore alla birra artigianale e creare nuove opportunità per l’agricoltura. Il salto di qualità è passare dalle singole esperienze a un progetto condiviso, capace di collegare ricerca, produzione agricola, trasformazione e birrifici”.

Birra, turismo ed enogastronomia

Per Unionbirrai, le ricadute potrebbero andare oltre il settore brassicolo. Una filiera regionale potrebbe favorire la diversificazione dell’agricoltura e creare nuove connessioni con ristorazione, prodotti tipici e turismo. “La Puglia ha un patrimonio agricolo, gastronomico e turistico molto forte. La birra artigianale può entrare ancora di più in questo sistema, incontrando i prodotti tipici a tavola e diventando parte dell’esperienza di chi visita il territorio”.

Dalla rete dei birrifici a una filiera regionale

Un primo esempio di collaborazione è arrivato nel 2026 con l’adesione di nove birrifici pugliesi a “Buona Questa Birra!”, progetto nazionale promosso da Unionbirrai nell’anno del trentennale della birra artigianale italiana.

Per Di Palma, quella rete può diventare il punto di partenza per una progettualità più ampia. “Costruire una filiera brassicola pugliese significherebbe generare nuovo valore non solo per le imprese del settore, ma per l’intero territorio regionale, rafforzandone anche le vocazioni enogastronomiche e turistiche. È questa la prospettiva: non solo birra prodotta in Puglia, ma una birra sempre più capace di nascere dalla Puglia, dalle sue materie prime, dalle sue competenze e dalle connessioni tra i diversi attori del territorio”.