Il componente della Commissione parlamentare antimafia rilancia la sfida contro le nuove forme di criminalità organizzata e propone un’Accademia per formare giovani specialisti
La criminalità organizzata cambia volto, abbandona gli stereotipi del passato e punta sempre di più su tecnologia, finanza e nuovi strumenti di comunicazione. Per Giovanni Maiorano, componente della Commissione parlamentare antimafia, il contrasto non può quindi limitarsi a inseguire l’evoluzione delle mafie: lo Stato deve riuscire ad anticiparla.
L’onorevole è intervenuto al podcast di Radio Fenix nell’ambito della kermesse organizzata da Gioventù Nazionale, indicando nella formazione specialistica e nel controllo dei flussi economici alcuni degli strumenti decisivi per affrontare fenomeni criminali diventati sempre più complessi e capaci di muoversi anche oltre i confini nazionali.
«Servono nuovi strumenti e nuove competenze»
«La mafia non è più soltanto quella con la coppola e la lupara. La criminalità organizzata si è evoluta, ha cambiato strumenti, linguaggi e modalità di infiltrazione, utilizzando anche le nuove tecnologie e i nuovi sistemi di comunicazione.
Di fronte a questa trasformazione, lo Stato deve continuare a combattere la criminalità organizzata, ma soprattutto deve essere capace di anticiparla, creando nuovi strumenti e nuovi ambiti di formazione e specializzazione.
Immagino una nuova Accademia dove formare giovani ingegneri, commercialisti, economisti e altre figure altamente specializzate, che possano dedicarsi alla prevenzione e al contrasto dei flussi economici illeciti, anche e soprattutto oltre i confini nazionali. Perché la mafia è andata oltre i confini nazionali e noi dobbiamo combatterla anche all’estero.
Seguire il denaro, individuare i movimenti sospetti e prevenire l’infiltrazione della criminalità nell’economia legale sarà sempre più importante. Per questo dobbiamo investire sulle competenze e sui giovani.
Ai ragazzi qui presenti voglio rivolgere un appello: continuate a credere in una politica sana, capace di guardare al futuro, di comprendere le nuove sfide e di trasformare le idee in strumenti concreti per difendere la nostra società».