Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte di una donna di 90 anni, residente a Taranto e ospitata in una residenza sanitaria assistenziale della provincia di Lecce. L’anziana è deceduta il 5 settembre nell’ospedale di Galatina, dopo l’aggravarsi delle sue condizioni di salute.
La Procura di Lecce ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, ipotizzando la responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. L’esame autoptico sarà eseguito dal medico legale Domenico Urso su incarico del pubblico ministero Roberta Di Filippo. L’obiettivo è verificare se il decesso possa essere collegato a un’infezione provocata da lesioni da decubito e accertare l’esistenza di eventuali responsabilità.
L’indagine è partita dalla denuncia presentata dal figlio della donna, residente a Maglie e assistito dall’avvocato Ubaldo Macrì. La vicenda avrebbe avuto inizio il 4 luglio, quando la novantenne, in seguito a una caduta nella propria abitazione, aveva riportato diverse fratture ed era stata condotta al pronto soccorso dell’ospedale “Santissima Annunziata” di Taranto.
Dopo le dimissioni, la donna era stata trasferita in una Rsa del Leccese. Secondo le indicazioni ricevute, avrebbe dovuto rimanere allettata, essere sottoposta a frequenti cambi di posizione e venire sistemata a sedere senza carico posturale. Il figlio, stando a quanto riportato nella denuncia, avrebbe consegnato alla struttura anche i dispositivi necessari a prevenire la formazione di ulcere da pressione.
Circa venti giorni dopo l’ingresso nella Rsa, insospettito da un cattivo odore, l’uomo avrebbe chiesto a un’infermiera una fotografia della zona interessata. Anche grazie alle proprie competenze mediche, si sarebbe così accorto della presenza di una lesione da decubito già al terzo stadio, chiedendo che fosse trattata chirurgicamente.
Il personale sanitario avrebbe invece optato per medicazioni avanzate. La situazione, tuttavia, sarebbe ulteriormente peggiorata: il 20 agosto le piaghe avrebbero raggiunto il quarto stadio, con la comparsa di una necrosi che, secondo quanto denunciato, avrebbe determinato una sepsi e una successiva insufficienza renale.
La novantenne era stata quindi trasferita negli ospedali di Scorrano e Casarano, facendo ritorno in entrambi i casi nella struttura assistenziale. Il 3 settembre era infine arrivato il ricovero nell’ospedale di Galatina, dove la donna è morta due giorni più tardi.
Gli accertamenti medico-legali dovranno ora ricostruire l’esatta successione degli eventi e stabilire se le lesioni abbiano avuto un ruolo nel decesso e se l’assistenza prestata all’anziana sia stata adeguata.