Ex Ilva, Cisl boccia licenziamenti indotto: “Decisione irricevibile”

Scritto il 06/09/2026
da Redazione

Il Coordinamento industria contesta la procedura annunciata da Aigi per oltre 2.500 lavoratori e guarda all’incontro dell’8 settembre a Palazzo Chigi


La procedura di licenziamento collettivo che coinvolgerebbe oltre 2.500 lavoratori delle aziende dell’appalto e dell’indotto di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria provoca la dura reazione della Cisl Taranto Brindisi. Il Coordinamento industria del sindacato respinge la decisione assunta da Aigi, definendola inaccettabile anche alla luce dell’imminente confronto convocato dal Governo.

L’attenzione è rivolta all’8 settembre, quando le parti si incontreranno a Palazzo Chigi per affrontare una vertenza dalla quale dipende il futuro di migliaia di lavoratori e di una parte rilevante del sistema industriale tarantino.

“Atto più temerario che estremo e doloroso”

La Cisl utilizza parole nette nei confronti della scelta di avviare la procedura. “La Cisl Taranto Brindisi, con tutte le proprie articolazioni categoriali del Coordinamento industria, rinvia al mittente la decisione assunta dall’Aigi, con atto più temerario che ‘estremo e doloroso’, di avviare la procedura di licenziamento collettivo che coinvolgerebbe oltre 2.500 attualmente in forza negli appalti e nell’indotto di ADI in amministrazione straordinaria”.

Per il sindacato si tratta di una decisione ancora più difficile da accettare considerando la convocazione già fissata dal Governo: “Decisione inaccettabile anche per l’imminenza di sviluppi che non conosciamo ma che auspichiamo siano positivi, avendo deciso direttamente il Governo di convocare le parti l’8 settembre a Palazzo Chigi”.

“Le responsabilità vanno individuate altrove”

Il Coordinamento respinge inoltre qualsiasi ipotesi di attribuire ai lavoratori o alle organizzazioni sindacali la responsabilità della situazione. “Certamente non possono imputarsi al sindacato – dunque, non alle lavoratrici né ai lavoratori dell’appalto e dell’indotto – le evidenti responsabilità che vanno invece individuate altrove”.

La Cisl richiama quindi il peso strategico della siderurgia per il sistema produttivo italiano, sostenendo che il mancato rilancio del comparto avrebbe ripercussioni sull’intera economia nazionale.

Occupazione, industria e sostenibilità

Per il sindacato, la necessità di mettere in sicurezza le imprese non può tradursi in un indebolimento della coesione sociale di Taranto.

Il Coordinamento industria ribadisce così le proprie priorità: rilancio della vocazione industriale del territorio, sostenibilità dei cicli produttivi pesanti, salvaguardia degli attuali livelli occupazionali diretti e dell’appalto, tutela della salute e della sicurezza dentro e fuori i luoghi di lavoro.

Accanto all’industria, la Cisl chiede anche di valorizzare le altre potenzialità economiche del territorio, sottolineando come Taranto disponga di numerose peculiarità produttive che, secondo il sindacato, non sono state finora adeguatamente sviluppate.