Ex Ilva, Sinistra Italiana: “A Taranto 2.500 licenziamenti mentre si festeggia”

Scritto il 06/09/2026
da Redazione

Il segretario provinciale Maurizio Baccaro torna sulla crisi dello stabilimento e dell’indotto: chiesti intervento pubblico, chiusura dell’area a caldo e una nuova strategia industriale


La crisi dell’ex Ilva torna al centro dello scontro politico a Taranto. Maurizio Baccaro, segretario provinciale di Sinistra Italiana, punta il dito contro il Governo Meloni e richiama il rischio occupazionale per migliaia di lavoratori, indicando nelle 2.500 lettere di licenziamento destinate ai dipendenti delle aziende dell’indotto il segnale più grave dell’emergenza.

L’intervento arriva a circa un mese dallo sciopero con cui i lavoratori dello stabilimento e delle imprese collegate avevano chiesto al Governo di affrontare la vertenza.

“Serve un intervento pubblico”

Sinistra Italiana-AVS ribadisce la necessità di un intervento pubblico per definire una strategia industriale che tenga insieme occupazione e tutela della salute. Per Baccaro, il percorso dovrebbe prevedere la chiusura dell’area a caldo e la Valutazione dell’Impatto e del Rischio Sanitario prima dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. “L’AIA, così come oggi concepita, non garantisce né il lavoro né la tutela della salute pubblica”.

Secondo il segretario provinciale, l’assenza di provvedimenti coerenti protrattasi negli anni avrebbe contribuito a determinare l’attuale situazione, con pesanti conseguenze sul piano sociale e occupazionale.

L’attacco alle celebrazioni del Governo

Baccaro collega la vertenza tarantina anche alle iniziative politiche organizzate in questi giorni a Bari, utilizzando toni durissimi nei confronti dell’esecutivo. “L’unica traccia che abbiamo del Governo, in questi giorni, è la presenza dei pullman di partito con i quali viene portato a Bari un pubblico selezionato per fare da platea gaudente a una compagine governativa che festeggia il nulla prodotto in quattro anni”.

L’esponente di Sinistra Italiana contesta inoltre all’esecutivo l’incapacità di rispondere alle richieste di maggiore potere d’acquisto e sicurezza sociale, sanitaria e ambientale provenienti dal Paese.

“Migliaia di lavoratori vedono a rischio il proprio futuro”

Il punto più delicato resta quello dell’occupazione nell’indotto. Baccaro richiama le 2.500 lettere di licenziamento e contrappone la situazione di Taranto alle celebrazioni politiche. “Le 2.500 lettere di licenziamento, destinate ad altrettanti lavoratori delle aziende dell’indotto, sono il drammatico schiaffo della realtà sul volto ipocrita del Governo Meloni”.

Per Sinistra Italiana è necessario affrontare contemporaneamente il futuro dell’ex Ilva e quello dell’intera area tarantina, attraverso una strategia industriale e occupazionale adeguata alla gravità della crisi. “I festeggiamenti possono aspettare. La vita e il lavoro di migliaia di persone no. Rimandino le celebrazioni a quando avranno risolto i problemi, anziché utilizzarle per nascondere le loro drammatiche ricadute sul Paese”.