Il giudice avrebbe accolto una misura meno restrittiva, perché l’uomo si sarebbe detto “molto dispiaciuto”. Nordio invia gli ispettori, Meloni attacca la decisione
È diventata un caso politico e giudiziario la decisione del gip di Torino di rimettere in libertà un uomo di 42 anni, indagato per aggressione sessuale ai danni di una ragazza di 13 anni, dopo circa 48 ore trascorse in carcere.
Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe confessato durante l’interrogatorio, dichiarando: “Ho sbagliato. Non ho mai commesso reati, è la prima volta che succede e sono molto dispiaciuto”.
Il giudice ha disposto nei suoi confronti l’obbligo di presentarsi ogni giorno al commissariato più vicino, accogliendo una misura meno restrittiva rispetto a quella richiesta dal pubblico ministero.
Meloni: “Chi lo spiega alla famiglia?”
La scelta ha provocato immediate reazioni politiche. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha criticato apertamente il provvedimento: “Chi lo spiega alla famiglia della ragazzina che quell’uomo è di nuovo in giro?”.
Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio è intervenuto, disponendo l’invio di ispettori a Torino per verificare gli atti e le circostanze che hanno portato alla decisione.
Salvini rilancia la castrazione chimica
Sul caso è intervenuto anche Matteo Salvini, che ha nuovamente chiesto l’introduzione della castrazione chimica per i responsabili di reati sessuali.
La vicenda ha inoltre provocato iniziative parlamentari e interrogazioni al Governo da parte di diverse forze politiche, dal Partito Democratico a Italia Viva.
Il procedimento nei confronti del 42enne resta nella fase delle indagini e le accuse dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.