“L’Ilva chiuderà”. Lo ha detto Carlo Calenda, leader di Azione, intervenendo al Caffè della Versiliana a Marina di Pietrasanta, in provincia di Lucca. Secondo Calenda, la chiusura dell’impianto è ormai inevitabile dopo il fallimento dell’accordo con ArcelorMittal.
Calenda ha ricordato che l’Ilva rappresentava “la più grande acciaieria d’Europa” e uno dei più importanti investimenti industriali del Mezzogiorno, sottolineando la necessità per l’Italia e l’Europa di mantenere una produzione di acciaio primario.
Secondo il leader di Azione, con la chiusura dell’area a caldo verrebbero persi circa 4 miliardi di euro di investimenti. Calenda ha inoltre criticato la scelta di puntare sull’energia elettrica senza, a suo giudizio, garantire le infrastrutture energetiche necessarie.
“Io dissi: guardate che non viene più nessuno”, ha ricordato il leader, riferendosi alle conseguenze del mancato accordo con ArcelorMittal. Poi la conclusione, trasformata anche nello slogan di Azione: “Forse anche basta”.