Giochi Mediterraneo, sindacati: “Taranto riscopra il suo orgoglio”

Scritto il 18/08/2026
da Redazione

CGIL, CISL e UIL guardano oltre l’evento sportivo: infrastrutture, lavoro e sviluppo per rilanciare il territorio


I XX Giochi del Mediterraneo come vetrina internazionale, ma soprattutto come occasione per costruire una nuova fase di sviluppo per Taranto. A pochi giorni dall’apertura della manifestazione, in programma dal 21 agosto, CGIL, CISL e UIL territoriali lanciano un messaggio alla città e chiedono che l’eredità dell’evento diventi parte di una strategia capace di creare lavoro, investimenti e nuove prospettive. Alla cerimonia inaugurale sono attesi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, altri capi di Stato e di Governo e rappresentanti istituzionali nazionali e regionali.

Quattromila atleti e 26 Comitati olimpici

I sindacati rivolgono il benvenuto alle delegazioni, al pubblico, ai volontari e alle maestranze, auspicando che i Giochi possano esaltare “i valori della pace, della fratellanza, dell’inclusione, della lealtà, della solidarietà, del rispetto delle diversità che riconosce il valore unico di ogni persona”. La manifestazione vedrà la partecipazione di circa 4mila atlete e atleti appartenenti a 26 Comitati olimpici dell’area mediterranea. Gli italiani saranno 498, di cui 259 uomini e 239 donne, mentre 25 saranno gli atleti pugliesi. Le competizioni comprenderanno 33 discipline e coinvolgeranno impianti distribuiti in più di 20 comuni delle province di Taranto, Brindisi e Lecce.

“Taranto non è una città povera”

Per CGIL, CISL e UIL, la ribalta dei Giochi può mostrare una Taranto che va oltre l’immagine legata esclusivamente alla grande industria. I sindacati richiamano la storia della città, il patrimonio culturale e la posizione strategica nel Mediterraneo, insieme alle potenzialità di industria, agricoltura, agroindustria, turismo, portualità, aerospazio, blue economy, crocierismo, commercio, artigianato, tessile, moda, ricerca, cultura e arte. “Tutto ciò è una ricchezza esclusiva di Taranto, già capitale della Magna Grecia, città che non è povera, che è snodo geografico e portuale strategico nel Mediterraneo per traffici navali di merci e di energia tra l’Europa, i mercati africani e quelli asiatici ed anche epicentro geografico di rotte rapide per i Balcani e l’Oriente”.

La sfida oltre la monocultura siderurgica

Il passaggio indicato dalle organizzazioni sindacali è quello del superamento della monocultura siderurgica, in una fase caratterizzata dalle transizioni verso sostenibilità, decarbonizzazione, innovazione tecnologica ed efficientamento dei processi produttivi. La piattaforma unitaria di CGIL, CISL e UIL punta alla diversificazione dello sviluppo e all’arrivo di nuovi investimenti pubblici e privati, accompagnati dalla tutela degli attuali livelli occupazionali diretti e indiretti e dell’indotto. Tra le richieste figurano anche ammortizzatori sociali speciali e nuova occupazione, con l’obiettivo di offrire ai giovani la possibilità di rimanere sul territorio e costruirvi il proprio futuro professionale.

L’eredità degli impianti dopo i Giochi

Un altro tema riguarda il patrimonio infrastrutturale realizzato per Taranto 2026. Secondo i sindacati, gli impianti potranno permettere alla città di ospitare in futuro altri grandi eventi, ma sarà necessario aprire un confronto con le istituzioni sulla loro destinazione. L’obiettivo è valorizzarne non soltanto le ricadute sportive ed economiche, ma anche la funzione sociale. CGIL, CISL e UIL auspicano quindi che i Giochi rappresentino “occasione di ripartenza, così che la città di Taranto e dell’intero territorio ionico riscoprano l’amore per la propria identità ed il sano orgoglio di poter progettare oggi il proprio futuro, guardando al Mediterraneo, all’Europa e al resto del mondo”.