Bisceglie, omicidio Pizzi: dopo 4 mesi i killer non hanno un volto

Scritto il 18/08/2026
da Antonella Fazio

BARI – Sono trascorsi quasi quattro mesi e i killer di Lino Pizzi, 62 anni, cameriere del ristorante Spaghetteria n. 1 nel centro di Bisceglie, non hanno ancora un volto. Dal quel 30 aprile scorso, gli inquirenti starebbero controllando ogni dettaglio utile a risalire agli assassini.

Per gli investigatori, non sarebbe stato lui l’obiettivo dei killer ma il titolare del locale, Vito Amoruso, 60 anni, uomo reputato vicino al clan Capriati e uscito incolume dalla sparatoria. Le modalità dell’assalto armato hanno fatto pensare all’impeto della vendetta, forse per lo spaccio di droga in città.

Intorno alle 21,30 di quel 30 aprile, sono stati sparati una quindicina di colpi con almeno due armi automatiche. Erano in due, con i volti coperti da caschi integrali, e probabilmente ad attenderli c’era una terza persona.

Pizzi si è trovato sulla traiettoria dei colpi, mentre il titolare del ristorante è scappato. Nel locale c’erano 5-6 clienti in due tavoli, tra cui una comitiva di turisti inglesi. Non hanno riferito nulla di particolare. Hanno detto di aver sentito solo gli spari. L’inchiesta è affidata ai pm Bruna Manganelli e Marco D’Agostino della Distrettuale Antimafia di Bari.

Qualche giorno prima la sparatoria a Spaghetteria, l’omicidio di Filippo Scavo, presunto affiliato al clan Strisciuglio di Carbonara, al Divinae Club di Bisceglie per i quali sono finiti in manette Dylan Capriati, di 22 anni, nipote di Lello Capriati assassinato a Bari il primo aprile di due anni fa, il 22enne Aldo Lagioia e il 21enne Nicola Morelli. Fermata un mese fa anche una quarta persona che avrebbe aperto la porta del club ai killer