Marika Cosa interviene dopo la vicenda della 15enne ospite di una struttura educativa di Taranto: attenzione sulla vigilanza del Comune e sugli strumenti di ascolto
Rafforzare i controlli nelle comunità che accolgono minori, verificare l’attuazione delle misure di monitoraggio e creare spazi protetti nei quali bambini e adolescenti possano essere ascoltati. Sono le richieste avanzate da Marika Cosa, delegata provinciale del Partito Repubblicano Italiano alle Politiche Sociali e all’Istruzione, dopo la vicenda della presunta violenza ai danni di una ragazza di 15 anni ospite di una comunità educativa di Taranto.
Cosa invita innanzitutto alla prudenza, separando l’indagine giudiziaria dalle responsabilità amministrative legate alla vigilanza sulle strutture. “In una vicenda così delicata è indispensabile mantenere la massima prudenza. Siamo in presenza di un’indagine e sarà esclusivamente l’Autorità giudiziaria ad accertare i fatti e le eventuali responsabilità. La presunzione di innocenza deve essere pienamente rispettata e la tutela della minore deve rimanere prioritaria”.
Il nodo della vigilanza sulle strutture
Il PRI valuta favorevolmente l’indirizzo annunciato dall’assessora comunale ai Servizi Sociali Sabrina Lincesso sul rafforzamento dei controlli e sull’aumento delle occasioni di ascolto diretto dei minori, ma chiede di verificare come queste indicazioni siano state tradotte sul piano operativo.
“La presunta condotta individuale oggetto di accertamento giudiziario non consente, di per sé, di attribuire automaticamente al Comune responsabilità per fatti eventualmente commessi da singoli soggetti. Ciò non significa, tuttavia, che l’Amministrazione sia estranea alle proprie funzioni istituzionali di vigilanza e controllo sulle strutture e sui servizi socio-assistenziali”.
Cosa richiama l’articolo 61 della legge regionale pugliese 19/2006, che attribuisce al Comune territorialmente competente l’attività di vigilanza sulle strutture e sui servizi socio-assistenziali, ricordando inoltre che tra le competenze del Servizio Minori e Famiglie del Comune di Taranto figurano vigilanza e controllo delle strutture socio-educative per minori.
La richiesta riguarda quindi esclusivamente il piano amministrativo: conoscere, nei limiti consentiti dalla legge, quali strumenti di controllo siano utilizzati e se il rafforzamento annunciato abbia già avuto concreta attuazione.
“Spazi protetti e riservati per ascoltare i ragazzi”
Un altro punto centrale riguarda il rapporto diretto con i minori accolti nelle comunità. “Un bambino o un adolescente collocato in comunità dovrebbe poter disporre, secondo modalità definite dai professionisti competenti, di spazi periodici, protetti e riservati di ascolto, idonei a consentirgli di esprimere liberamente il proprio vissuto e le eventuali difficoltà incontrate durante il percorso”.
Nessuna richiesta, precisa Cosa, deve invece riguardare informazioni riservate o elementi che possano rendere identificabili la ragazza, gli altri minori ospitati o le persone coinvolte nell’indagine.
Affido e sostegno alle famiglie
La delegata provinciale del PRI sollecita anche un potenziamento dell’affidamento familiare, dell’educativa domiciliare e del sostegno alla genitorialità, per evitare l’allontanamento dei minori dalle famiglie quando le condizioni lo consentano e ciò sia compatibile con il loro superiore interesse.
Cosa respinge infine qualsiasi generalizzazione nei confronti di chi lavora nelle strutture: “Il sistema sociale ed educativo è composto da tantissime donne e uomini che svolgono ogni giorno un lavoro difficile con professionalità, responsabilità e dedizione. L’eventuale responsabilità di un singolo, qualora accertata nelle sedi competenti, non può gettare indiscriminatamente un’ombra su un intero comparto”.
“Non servono contrapposizioni personali né processi politici. Alla magistratura compete accertare ciò che è accaduto e chi eventualmente ne risponde; all’Amministrazione compete esercitare pienamente le proprie funzioni di vigilanza e tutela, secondo le competenze e le responsabilità previste dalla legge”.