Il Comune di Fasano ha ospitato la prima conferenza stampa del nuovo Fasano Calcio, quello targato Tiziano Sibilio-Andrea Godono.
Il primo a prendere parola è stato l’assessore allo sport di Fasano, Giuseppe Galeota: “Fino a poco più di un mese fa eravamo ad un passo dal collasso, vicinissimi al fallimento. Abbiamo raccolto il grido di allarme dei soci storici ed ascoltato le quattro cordate che si sono avvicinate. Abbiamo dato fiducia alle due che ci sembravano fossero le più solide e credibili, in questi casi l’unione fa la forza. I momenti delicati meritano riposo e silenzio, abbiamo mantenuto un profilo basso anche per questo, anche davanti a strumentalizzazione politica dell’opposizione, dalla quale avrei gradito unione d’intenti. Il Fasano Calcio è un bene di tutti noi, va protetto. Francesco Montervino e Antonio Rogazzo hanno un curriculum che parla per loro, ho avvertito fame, voglia e idee chiare. Trasparenza, serietà e credibilità: se riusciremo a tradurre in fatti concreti questi valori, avremo vinto la nostra sfida”.
Il Sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria, si è invece espresso così: “Di fronte ad un fallimento pressocché certo abbiamo preso carta e penna, ci siamo rivolti agli appassionati di calcio ed abbiamo lanciato loro un appello. In questo mese abbiamo imparato tantissimo, leggendo i contratti dei calciatori e scoprendo un mondo che non conoscevamo. Ringrazio Andrea e Tiziano per aver raccolto questa sfida complicata. Era difficile imbarcarsi in questo viaggio dopo aver visto le carte di questo ex fallimento, ecco perché a loro va rivolto un grazie grande tanto quanto una casa. A loro chiedo solo di non creare aspettative irragiungibili, optiamo anzi un programma pluriennale, più solido”.
Il presidente Tiziano Sibilio: “Mi ritrovo qui in una situazione che ho sempre sognato. Sono uno che ama parlare poco, non mi piace espormi. Abbiamo scelto Francesco Montervino perché fin dal primo incontro ho avvertito la sensazione che fosse la persona giusta per la rinascita di questa società”.
L’amministratore delegato Andrea Godono: “Essere qui è una risposta forte, ma anche un traguardo, un punto di partenza. Ci ritroviamo ad affrontare una stagione complicata, ma non mancheranno mai impegno, dedizione e trasparenza”.
Il Fasano riparte dunque da Francesco Montervino, direttore generale e reponsabile dell’area tecnica: “Per me è un ritorno a casa. Oltre 30 anni fa ho esordito nei professionisti qui a Fasano. Oggi si rinasce, questa società aveva bisogno di una nuova vita. Davanti a quelle fatidiche carte ci siamo un po’ raccapricciati, ma ora vogliamo un calcio pulito e sostenibile. Fasano merita una gestione pari al valore della sua gente. Ho accettato questa sfida perché non ho più voglia di combattere con uomini di calcio. Non sono qui come direttore sportivo, come sempre fatto, proprio perché voglio dimostrare di non essere bravo solo a comporre le squadre, ma anche di saperci fare con i numeri. Soprattutto quando devi preservare le tasche delle persone. I miei soldi li brucio, ma quelli degli altri li rispetto. Voglio comporre una compagine tecnica che possa inorgoglire il popolo fasanese. Non vogliamo fare la comparsa, ma non intendiano neanche fare proclami. Ciò che è certo è che non siamo qui per farci prendere a schiaffi. Vi chiedo solo di fidarvi, so che non è facile, ma se vi siete fidati di ciò che è passato da qui non troppo tempo fa, allora potete fidarvi anche di noi. Il gruppo tecnico sarà quasi completamente nuovo, resterà qualche calciatore forte di un biennale dello scorso anno, giocatori che guadagnano più rispetto al loro valore. La squadra è al 50/60%, domani partiamo con il raduno. Per me è una sfida personale, avevo l’interesse di società molto blasonate, ma questa situazione mi ha fatto illuminare gli occhi. Quando sono stato chiamato non era ancora chiaro nulla, ma la correttezza di questa gente mi ha convinto. Io darò il massimo rispetto a ciò che posso dare, restituiceci altrettanto”.
La scelta dell’allenatore è ricaduta su Antonio Rogazzo, ex Virtus Francavilla e Altamura tra le altre: “Parte un progetto importante, fatto di sacrifici, di cadute, ma anche di soddisfazioni. Voglio un gruppo unito, e non parlo della squadra, ma della città. A me pesa sempre allontanarmi da casa, perché lascio mia moglie ed i miei figli. Questo per dirvi che non sono qui per vivacchiare, ma per lavorare”.
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