Foggia, figli di Stefania Rago scrivono a Meloni: “Ci sentiamo abbandonati”

Scritto il 27/07/2026
da Antonella D'Avola

“Ci sentiamo abbandonati dallo Stato”: l’appello dei figli di Stefania Rago a Giorgia Meloni


Una lettera nata dal dolore, ma anche dalla volontà di non arrendersi. Michael e Jessica Fortebraccio, i figli di Stefania Rago, la donna uccisa il 23 aprile scorso a Foggia dal marito Antonio Fortebraccio, hanno chiesto l’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni per ottenere una risposta sulla richiesta di indennizzo prevista dalla legge per i figli delle vittime di femminicidio. A distanza di oltre due mesi dalla presentazione della domanda, i due ragazzi raccontano di non aver ricevuto alcuna comunicazione, neppure la conferma dell’avvenuta protocollazione della pratica. Una situazione che ha aumentato il senso di abbandono vissuto dopo una tragedia che ha spezzato la loro famiglia.

“Ci sentiamo abbandonati dallo Stato”, scrivono nella lettera indirizzata alla premier, spiegando di aver perso tutto in quella terribile giornata: la madre, la casa e la sicurezza del futuro. Oggi vivono grazie al sostegno dei nonni materni e cercano, con grande fatica, di continuare gli studi e costruire la propria vita.

Stefania Rago non era soltanto una madre: era una donna impegnata contro la violenza di genere, una presenza importante per la sua comunità. Il ricordo di quella perdita resta ancora un dolore difficile da affrontare per Michael e Jessica, che definiscono la loro vita “ferma a quel maledetto 23 aprile”.

Ad accompagnare la loro richiesta è l’avvocato Michele Sodrio, che ha spiegato come l’iniziativa di rivolgersi direttamente alla presidente del Consiglio sia partita dai ragazzi stessi, stanchi di attendere senza ricevere risposte. Nel loro appello, Michael e Jessica chiariscono di non chiedere privilegi, ma soltanto ciò che la legge riconosce loro: “Non chiediamo altro che l’indennizzo previsto dalla legge”. Un aiuto che per loro rappresenterebbe un sostegno concreto per provare a ripartire. I due fratelli hanno voluto anche ringraziare chi non li ha lasciati soli, in particolare la comunità foggiana e la sindaca Marida Episcopo, che hanno offerto loro un aiuto concreto in un momento di estrema difficoltà.

Ora attendono soltanto una risposta. Una risposta che non può cancellare il dolore, ma che può rappresentare un segnale di vicinanza da parte delle istituzioni verso due giovani chiamati troppo presto ad affrontare una perdita immensa.