La Segreteria nazionale del COSAP ha espresso piena solidarietà ai poliziotti della Questura di Bologna coinvolti negli accertamenti giudiziari avviati dopo la morte di Abderrahim Fakir, avvenuta il 19 luglio nel quartiere Pilastro.
In una nota, il sindacato di polizia ha criticato quelle che definisce «sentenze mediatiche preventive», contestando le accuse rivolte agli operatori intervenuti e sottolineando come, allo stato attuale, non vi siano contestazioni penali nei loro confronti.
Il COSAP ha accolto con favore l’applicazione della nuova cosiddetta “norma scudo”, introdotta dal Decreto Sicurezza, che ha portato all’iscrizione del procedimento nel Registro Modello 45-bis. Secondo il sindacato, si tratta di uno strumento che consente di svolgere gli accertamenti tecnici senza iscrivere automaticamente gli operatori nel registro degli indagati.
Nel comunicato si evidenzia che l’intervento degli agenti si sarebbe limitato alle attività necessarie per contenere e ammanettare una persona ritenuta in forte stato di alterazione psicofisica, che avrebbe creato una situazione di pericolo danneggiando beni privati e seminando allarme.
Il sindacato ribadisce che, a suo giudizio, non vi sarebbero stati comportamenti violenti o abusivi da parte del personale di polizia, sostenendo che l’utilizzo delle manette rientra tra gli strumenti previsti per garantire la sicurezza degli operatori e dei cittadini durante interventi di questo tipo.
Il COSAP ha inoltre espresso fiducia negli accertamenti medico-legali, ritenendo che gli esiti delle verifiche chiariranno le cause del decesso e la correttezza dell’operato degli agenti.
Infine, la Segreteria nazionale ha annunciato l’attivazione di tutte le forme di tutela legale e sindacale a sostegno dei poliziotti coinvolti, chiedendo di evitare conclusioni anticipate prima del completamento delle indagini.