Sono state concluse le operazioni di spegnimento dell’incendio che ha interessato la Pineta Marzini, a San Menaio, nel territorio di Vico del Gargano. La situazione è tornata sotto controllo grazie al massiccio intervento della macchina dei soccorsi, che ha evitato conseguenze ancora più gravi per uno dei patrimoni naturalistici più importanti del Gargano.
Al termine dell’emergenza, il sindaco di Vico del Gargano, Raffaele Sciscio, ha rivolto un sentito ringraziamento ai volontari delle Giacche Verdi di Vico del Gargano, al personale ARIF, ai Vigili del Fuoco e agli equipaggi di elicotteri e Canadair, sottolineando come il loro tempestivo intervento abbia impedito la distruzione dell’intera pineta. Ma accanto ai ringraziamenti, il primo cittadino ha espresso un duro atto d’accusa nei confronti delle norme che, a suo dire, hanno impedito di avviare in tempo gli interventi di manutenzione e prevenzione. Sciscio ha ricordato che il recupero della Pineta Marzini e della Macchia di Mare rappresentava una delle priorità dell’amministrazione comunale sin dal 2024. Nel 2025 era stato ottenuto un finanziamento di 600 mila euro dal Parco Nazionale del Gargano per la manutenzione straordinaria delle due aree. Dopo la progettazione esecutiva, il completamento dell’iter autorizzativo e la conclusione della gara d’appalto nel febbraio 2026, i lavori sarebbero dovuti iniziare nel mese di marzo. Secondo quanto riferito dal sindaco, il Parco Nazionale del Gargano avrebbe successivamente comunicato l’impossibilità di avviare gli interventi prima di luglio, in applicazione delle disposizioni previste dalle direttive europee “Uccelli” e “Habitat”, che vietano sfalci e potature durante il periodo di nidificazione nelle aree della Rete Natura 2000.
«Quello che è successo oggi poteva e doveva essere evitato», afferma Sciscio, che definisce quanto accaduto «il fallimento di un’ideologia ambientalista cieca e paradossale», sostenendo che l’eccesso di vincoli burocratici abbia compromesso la prevenzione degli incendi. «Non è ecologia questa: è cecità burocratica», conclude il sindaco, annunciando che continuerà a chiedere una revisione delle regole affinché la tutela dell’ambiente possa conciliarsi con la sicurezza del territorio.
L’area resterà monitorata nelle prossime ore per scongiurare eventuali riprese del fuoco, mentre resta aperto il confronto sulle modalità di gestione delle aree protette e sull’equilibrio tra conservazione ambientale e prevenzione del rischio incendi.