Il Partito Democratico torna all’attacco del Governo sul futuro dell’ex Ilva di Taranto, denunciando quello che definisce un nuovo colpo al percorso di decarbonizzazione del polo siderurgico. Al centro della polemica c’è il disegno di legge n. 107 che, secondo i dem, trasferirebbe al Ministero delle Imprese e del Made in Italy le risorse inizialmente destinate alla realizzazione dell’impianto per la produzione di preridotto nel capoluogo ionico.
A sollevare la questione è Davide De Fazio (nella foto), che parla di circa 726 milioni di euro originariamente destinati al progetto Dri Italia, nato nel 2022 per accompagnare la transizione verso una produzione di acciaio a minore impatto ambientale. Secondo l’esponente del Partito Democratico, le risorse rischierebbero ora di confluire in strumenti di sostegno rivolti all’intero comparto siderurgico nazionale, senza più un vincolo specifico per Taranto.
Per De Fazio la modifica rappresenterebbe un passo indietro sul fronte della riconversione industriale e della tutela della salute pubblica. «Si cancella il progetto Dri Italia nato nel 2022. Si cancella l’unica vera prospettiva di acciaio pulito per il capoluogo ionico», afferma, sostenendo che il preridotto costituisse un elemento fondamentale per ridurre l’utilizzo del carbone negli impianti siderurgici.
Nella nota viene inoltre evidenziata la posizione della Regione Puglia, che avrebbe predisposto un parere negativo in vista della Conferenza delle Regioni. Per il Partito Democratico, infatti, il provvedimento priverebbe Taranto delle risorse necessarie per proseguire il percorso di decarbonizzazione, senza indicare con chiarezza la destinazione dei fondi né il futuro della società Dri Italia.
Il documento si conclude con un appello ai parlamentari del centrodestra eletti sul territorio, invitati a prendere posizione sulla vicenda. Il Partito Democratico ribadisce infine l’intenzione di opporsi al provvedimento, chiedendo che le risorse restino vincolate a Taranto per sostenere il progetto del preridotto, la transizione ambientale e la tutela della salute dei cittadini.