Comprendere la posizione dell’essere umano in un’era dominata da algoritmi, dati e prestazioni, senza smarrire l’essenza stessa della nostra natura. Sono questi gli obiettivi al centro del dibattito “Custodire l’umano nell’era dell’intelligenza artificiale”, l’incontro culturale che si è svolto ieri sera a Talsano, nella suggestiva cornice della Chiesa della Confraternita del Carmine. Un appuntamento nato dall’esigenza di riflettere su una tecnologia che non è più il futuro, ma il presente, e che sta ridisegnando i confini della nostra quotidianità.
L’iniziativa nasce proprio in risposta alla rivoluzione digitale e artificiale a cui oggi Papa Leone XIV si rivolge con la “Magnifica Humanitas“, muovendosi in continuità con la storia della Chiesa e con il suo predecessore. Se a fine Ottocento Papa Leone XIII con la “Rerum Novarum” difese infatti l’uomo nel pieno della rivoluzione meccanica e industriale, oggi si rinnova la stessa missione: sollecitare un’etica che metta la persona al di sopra del profitto e del calcolo matematico. Da qui parte la Chiesa per stimolare una riflessione sociale, culturale e inevitabilmente religiosa, ponendosi ancora una volta come custode dell’umano.