Mentre Taranto cambia volto tra cantieri e nuove infrastrutture, resta aperto il nodo della mobilità ferroviaria. Nonostante i progetti di rilancio in corso, infatti, la città rischia di rimanere sempre più isolata sul piano dei collegamenti nazionali.
A sollevare la questione sono Antonio Baldassarre, segretario generale della CISL Taranto-Brindisi, e Gianluca Semitaio, segretario della FIT CISL Taranto.
Secondo i sindacalisti, la città sta vivendo una fase di trasformazione importante. Da un lato ci sono i cantieri legati alla linea BRT (Bus Rapid Transit), le opere per i Giochi del Mediterraneo e il rifacimento della stazione ferroviaria, finanziato con fondi PNRR. Dall’altro, però, tutto questo rischia di scontrarsi con un progressivo impoverimento dei servizi ferroviari.
“È una fase di rinascita, di speranza, di miglioramento economico sociale anche in relazione al fatto che a breve ci sarà restituita una stazione ferroviaria rinnovata, grazie ai fondi del PNRR, per quanto il rischio reale è che la città e la stessa stazione siano sempre più povere di collegamenti ferroviari e senza più nessun servizio ausiliario, come la stazione di lavaggio, dislocato da Taranto a Lecce ivi compreso il personale tarantino che vi prestava servizio”, denunciano Baldassarre e Semitaio.
I due segretari puntano poi l’attenzione sulla tratta Taranto–Metaponto–Potenza–Roma e sui collegamenti verso il Nord Italia.
“Durante la chiusura della linea Taranto–Metaponto–Potenza–Roma, per lavori manutentivi, era stato attivato un collegamento sostitutivo via Bari e Foggia verso Roma che, dopo mesi, sarebbe diventato collegamento stabile, con una Freccia destinata a partire da Taranto. Invece è accaduto l’esatto contrario: il treno è stato prolungato fino a Lecce, lasciando Taranto completamente esclusa, ribadendo la volontà di trasferire tutto nel capoluogo salentino”.
Per la Cisl si tratta di una penalizzazione pesante per il territorio ionico.
“L’ennesimo schiaffo al territorio ionico che continua a perdere collegamenti strategici verso Roma e il Nord Italia, proprio mentre altre città vedono crescere i servizi ferroviari. Situazione che penalizza studenti, lavoratori, imprese e turismo, aggravando ulteriormente l’isolamento di un territorio che già affronta enormi difficoltà economiche e occupazionali.”
Tra le criticità segnalate c’è anche il ridimensionamento del Frecciarossa 9414, collegamento fondamentale tra Taranto, Roma e Milano via Potenza.
“Il Frecciarossa 9414, una delle poche alternative dirette verso il Nord Italia, non partirà più da Taranto bensì da Metaponto”, sottolineano ancora Baldassarre e Semitaio.
Il sindacato torna inoltre sul tema delle infrastrutture.
“L’ammodernamento della stazione di Taranto non può essere legato solamente al patrimonio immobiliare ma occorrono, ancor più adesso, investimenti concreti sui binari, sugli impianti e sulle infrastrutture di esercizio, se si vuol parlare di futuro e di Alta Velocità anche per Taranto.”
Da qui la richiesta di un intervento immediato delle istituzioni locali, Comune e Provincia, con l’istituzione di un tavolo tecnico sulla mobilità tarantina da inserire anche nell’ambito della Vertenza Taranto.
“Non possiamo più aspettare, giacché Taranto oggi è esclusa dalle principali direttrici ferroviarie nazionali con il rischio aggiuntivo che venga penalizzata e mortificata anche in occasione dei Giochi del Mediterraneo, con una caduta d’immagine e ripercussioni negative sull’economia locale che aspettava con ansia un evento internazionale, così come, legittimamente, più infrastrutture efficienti e collegamenti adeguati al fine di rendere esigibile il diritto costituzionale alla mobilità”, concludono.