Al termine del vertice convocato da Natuzzi, per discutere del protocollo d’intesa che prevede la chiusura definitiva di uno stabilimento e due temporanee nella provincia di Bari, i sindacati hanno dichiarato di aver nuovamente respinto le richieste del gruppo industriale, annunciando l’organizzazione di assemblee dei lavoratori fino al 3 luglio e chiedendo la riapertura di un tavolo delle trattative istituzionale.
“Sono tre i punti su cui siamo inamovibili – ha dichiarato Ignazio Savino, segretario generale di Fillea-Cgil Puglia – la chiusura e la dismissione dei tre stabilimenti e lo spostamento ulteriore della produzione di Made in Italy in Romania”. Delusione, dunque, per quel che riguarda il vertice di questa mattina, che “non è stato un vero incontro di confronto, ma una semplice informativa sulle linee operative che l’azienda ha annunciato unilateralmente di mettere in campo”, prosegue Savino. Sulla stessa linea Saverio Loiudice, segretario di FeneaUil Bari. “Nei prossimi giorni svolgeremo assemblee unitarie per informare i lavoratori e decidere insieme – ha dichiarato al termine del vertice – ma è necessario tornare a un tavolo, perché si tratta di una vertenza complessa che ha al suo interno molte contraddizioni”.
Per il segretario generale della Filca-Cisl Bari, Luigi Sideri, la vertenza in corso “è un momento di unità e non di disgregazione” tra le organizzazioni sindacali, che esprimono la contrarietà al piano di Natuzzi in maniera “unitaria”. “Abbiamo chiesto – conclude – la riapertura urgente di un tavolo di confronto presso le istituzioni, il Mimit e la Regione”.