ORIA – A oltre sei anni dai fatti, arriva la condanna in primo grado per la vicenda delle 12 mila mascherine sottratte in piena emergenza Covid. Il tribunale di Brindisi ha condannato a quattro anni e dieci mesi di reclusione ciascuno due fratelli di Erchie, accusati di rapina e lesioni personali ai danni di un commerciante cinese, nel procedimento difeso dall’avvocato Gabriele Mazza.
I fatti risalgono al 25 marzo 2020, nel pieno della pandemia, quando i dispositivi di protezione individuale erano merce preziosa e difficile da reperire. Secondo la ricostruzione dell’accusa, i due imputati avevano versato un acconto di 8 mila euro tramite assegno per l’acquisto di una partita di mascherine. Il valore complessivo era di 12 mila euro, spiegando che la fornitura sarebbe stata destinata a un successivo acquirente.
Mascherine rapinate in piena pandemia Covid, le condanne
Uno dei due avrebbe quindi convinto il commerciante a seguirlo fino alla zona industriale di Oria per completare la consegna della merce. Sul posto li avrebbe raggiunti il fratello e, dopo il trasferimento delle mascherine su un’altra vettura, i due si sarebbero impossessati della fornitura costringendo il venditore, con minacce e violenze, a restituire anche l’assegno consegnato come anticipo. Secondo l’accusa, durante l’episodio erano stati utilizzati anche un coltello e percosse per piegare la resistenza della vittima.
La pubblica accusa aveva chiesto una condanna a cinque anni e quattro mesi di reclusione per entrambi gli imputati. La difesa aveva sollecitato l’assoluzione o, in subordine, la riqualificazione del fatto in esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
Dopo l’arresto operato dai carabinieri e il successivo processo, mercoledì è arrivata la sentenza di condanna in primo grado. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni. Poi, la difesa potrà proporre ricorso in appello.