Una città animata dalla musica, dall’arte e dalla cultura fino a tarda notte. Migliaia di persone hanno partecipato ieri alla Notte Bianca Giordaniana, uno degli appuntamenti più attesi del GIO Festival – Giordano International Opera Festival, la manifestazione dedicata al grande compositore foggiano Umberto Giordano, autore di capolavori del repertorio lirico come Andrea Chénier e Fedora.
Per un’intera serata il centro cittadino si è trasformato in un grande teatro a cielo aperto, con spettacoli, concerti e performance artistiche distribuite tra piazze, strade e luoghi simbolo della città. Un percorso culturale che ha coinvolto residenti e visitatori, offrendo un omaggio non solo al celebre musicista pugliese, ma anche al valore universale della musica come strumento di incontro e condivisione. La programmazione ha proposto eventi capaci di intrecciare linguaggi artistici differenti. Tra i momenti più apprezzati il Gala di danza, che ha reinterpretato l’universo dell’opera attraverso il movimento e la contemporaneità della coreografia, e il tributo a Maria Callas, la leggendaria interprete che ha contribuito a rendere immortali molte delle eroine del repertorio operistico. A chiudere la lunga maratona culturale, le suggestive sonorità del jazz che hanno accompagnato il pubblico fino a notte inoltrata.
Il GIO Festival prosegue così il suo percorso iniziato il 5 giugno con la prima esecuzione mondiale di Marina, opera composta da Giordano e rimasta inedita per oltre un secolo. Da allora la rassegna sta coinvolgendo artisti provenienti da diversi Paesi insieme alle eccellenze del territorio, dando vita a un cartellone diffuso che interessa, oltre a Foggia, anche i comuni di Biccari, Roseto Valfortore, Torremaggiore, Peschici, Manfredonia e Vieste.
L’attesa è ora rivolta al grande appuntamento conclusivo del 20 giugno in Piazza Cavour, dove andrà in scena Andrea Chénier nell’allestimento firmato dal regista Mario Martone, già realizzato per il Teatro alla Scala. Sul palco l’Orchestra e il Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari, diretti da Gianna Fratta, per una serata che si preannuncia come il culmine di un festival capace di valorizzare il patrimonio musicale di Umberto Giordano e di rilanciare Foggia come centro di produzione culturale internazionale.