Antonio Sardano, nato ad Andria, viveva da anni in Trentino ed era un volto storico di Trentino Emergenza
Tra i tre alpinisti che hanno perso la vita nella tragedia avvenuta sul Gran Paradiso c’è anche un uomo di origini pugliesi. Si tratta di Antonio Sardano, 49 anni, nato ad Andria ma residente da molti anni in Trentino, dove era conosciuto e stimato per il suo impegno nel settore dell’emergenza sanitaria.
Sardano, insieme a Sergio Martinelli e Maicol Zenatti, è morto venerdì 12 giugno dopo una drammatica caduta di circa 400 metri mentre affrontava la salita lungo la parete Nord del Gran Paradiso.
La notizia ha profondamente colpito la comunità trentina, ma il dolore ha raggiunto anche la Puglia, terra d’origine di Sardano.
Volto storico di Trentino Emergenza, Antonio Sardano aveva dedicato gran parte della propria vita professionale al servizio della collettività. Aveva lavorato inizialmente come autista soccorritore per poi passare alla Centrale Operativa, diventando nel tempo un punto di riferimento nella gestione dei trasporti sanitari programmati. Dal 2021 era inoltre impegnato nello sviluppo del servizio 116117, contribuendo alla sua crescita con competenza e spirito di servizio.
In una nota ufficiale, l’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino ha espresso il proprio cordoglio, ricordando Sardano come un professionista apprezzato e un collega stimato da tutti.
Accanto a lui hanno perso la vita anche Maicol Zenatti, 38 anni, imprenditore e grande appassionato di montagna originario dell’Altopiano di Brentonico, e Sergio Martinelli, 29 anni, di Trento, laureato in Economia e impegnato nel settore dell’analisi dei dati.
La tragedia
I tre alpinisti erano partiti nella mattinata del 12 giugno dopo aver dormito al rifugio Federico Chabod, in Valsavarenche, a 2.750 metri di quota, in direzione della cima (4.061 metri). La chiamata di soccorso è arrivata alla centrale unica di Aosta poco dopo le 19:30, per il loro mancato rientro. Grazie anche a un localizzatore Gps, attivato da uno degli alpinisti, i corpi sono stati individuati a una quota di circa 3.600 metri.