Aggiornata la normativa sull’utilizzo delle acque superficiali e sotterranee. Loredana Capone: “Equilibrio tra tutela dell’acqua e sostegno all’agricoltura”
Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato a maggioranza il nuovo disegno di legge che aggiorna la normativa sull’utilizzo delle acque superficiali e sotterranee, intervenendo sulle disposizioni introdotte dalla legge regionale 7/2025. Il provvedimento nasce dal lavoro svolto dalla V Commissione consiliare permanente, presieduta da Loredana Capone, attraverso un percorso di confronto con associazioni di categoria, operatori del settore e uffici regionali.
Secondo quanto evidenziato dalla presidente della Commissione, l’obiettivo è stato quello di trovare un punto di equilibrio tra la tutela delle risorse idriche e le esigenze del comparto agricolo pugliese. “Con questa legge abbiamo raggiunto un equilibrio importante tra la tutela dell’ambiente e delle risorse idriche e le esigenze delle imprese agricole pugliesi. Abbiamo ascoltato le difficoltà emerse nella fase iniziale di applicazione della normativa e abbiamo scelto di intervenire per rendere più semplice l’adeguamento alle nuove regole senza arretrare di un passo sulla salvaguardia dell’acqua”, ha dichiarato Capone.
Il testo recepisce anche alcune osservazioni formulate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, rafforzando la tenuta giuridica della normativa e riducendo il rischio di possibili contenziosi istituzionali. Tra le principali novità figurano la proroga di diversi termini previsti dalla legge, la riapertura di alcune scadenze amministrative e una maggiore chiarezza nelle procedure di gestione delle concessioni. Particolare attenzione è stata dedicata alle imprese agricole. Il Consiglio regionale ha infatti preso atto delle criticità segnalate durante la prima fase di applicazione della legge e ha introdotto correttivi per evitare che gli adempimenti burocratici possano trasformarsi in un aggravio per le aziende.
Tra gli interventi più significativi spicca la riduzione delle sanzioni amministrative, che passano da 360 euro a 103 euro. “L’obiettivo è stato quello di accompagnare cittadini e imprese in una fase di cambiamento importante. Per questo abbiamo scelto di concedere più tempo per adempiere agli obblighi previsti dalla normativa e di intervenire sulle sanzioni, evitando penalizzazioni eccessive legate alle difficoltà della prima applicazione”, ha aggiunto Capone.
La nuova legge chiarisce inoltre alcuni criteri utilizzati per il calcolo dei canoni concessori e richiama espressamente i principi costituzionali legati alla tutela dell’ambiente, della salute e della libertà d’impresa.
Soddisfazione è stata espressa anche da Stefano Minerva, capogruppo del Partito Democratico. “Quando parliamo di acqua parliamo della vita stessa della nostra terra. La tutela delle risorse idriche rappresenta una delle grandi sfide del nostro tempo ma una buona legge deve saper coniugare la salvaguardia dell’interesse collettivo con le esigenze concrete di cittadini e imprese”.
Minerva ha sottolineato come il provvedimento sia il risultato di un confronto con il mondo agricolo e con i territori. “Non esiste contrapposizione tra ambiente e lavoro, né tra sostenibilità e sviluppo. In Puglia la tutela dell’acqua e il futuro dell’agricoltura camminano insieme. Per questo ho espresso convintamente il mio voto favorevole a una legge che rafforza la gestione delle risorse idriche e sostiene chi ogni giorno contribuisce a mantenere viva la nostra economia agricola”,
Sulla stessa linea anche la consigliera regionale Rossella Falcone. “La tutela della risorsa idrica resta il principio fondamentale che ispira questa legge. La Puglia conosce bene gli effetti della siccità e dei cambiamenti climatici e ha il dovere di gestire l’acqua con responsabilità. Allo stesso tempo dobbiamo garantire alle imprese agricole regole certe e strumenti adeguati per continuare a produrre e competere”.
Favorevole al provvedimento anche il Movimento 5 Stelle. In una nota congiunta, la capogruppo Maria La Ghezza e le consigliere Rosa Barone e Annagrazia Angolano hanno evidenziato il lavoro svolto nelle Commissioni IV e V per recepire le richieste provenienti dal settore agricolo. “Abbiamo votato a favore del disegno di legge che interviene sulla norma approvata all’unanimità lo scorso anno, migliorandone alcuni aspetti. È il risultato di un importante confronto con gli agricoltori e con i territori, che ha consentito di arrivare a una legge più equilibrata”.
Secondo il M5S, le modifiche approvate consentono di concedere più tempo agli utenti per adeguarsi agli obblighi previsti e di rendere le sanzioni più proporzionate. “Manteniamo fermo il principio del rispetto degli obblighi previsti dalla legge per garantire una maggiore tutela delle acque, venendo incontro al tempo stesso alle esigenze rappresentate dagli agricoltori. La tutela della risorsa idrica resta il punto cardine della normativa e deve procedere di pari passo con uno sviluppo economico realmente sostenibile”.
Le consigliere evidenziano inoltre come il provvedimento confermi l’impianto della legge approvata nel 2025, introducendo però correttivi mirati per rafforzare il ruolo del Piano di tutela delle acque e migliorare la qualità della risorsa idrica. “Il lavoro svolto è stato importante e l’approvazione del testo rappresenta un segnale significativo per tutti i pugliesi”, concludono le pentastellate.
Durante l’esame in Commissione sono stati valutati complessivamente 47 emendamenti, dei quali 21 approvati. Il testo definitivo si compone di 16 articoli e punta a rendere più efficace, sostenibile e condivisa la gestione delle risorse idriche regionali.