POTENZA – «Il giorno appresso, tutto tornava allo stato di monotonia e di consueto lavoro, la città sembrava quasi deserta: sicché riusciva incresciosa e pesante l’impressione del brusco passaggio dal frastuono alla quiete, dal brio alla calma, dalla gioia alla tetragine». Così scriveva Raffaele Riviello, storico potentino, nel suo Costumanze, vita e pregiudizi del popolo potentino (Ristampa Anastatica, Capitolo VII).
“A oltre un secolo di distanza da quelle parole, il sentimento che accompagna i potentini nei giorni successivi alla Festa di San Gerardo appare immutato. Le piazze si svuotano, le luminarie si spengono, la musica lascia spazio ai rumori ordinari della quotidianità e la città torna lentamente ai suoi ritmi abituali”. E’ quanto riporta l’Associazione “I Portatori del Santo” che tracciano un bilancio delle attività per le festività di San gerardo 2026.
“È forse questo il momento più difficile dell’anno per chi vive intensamente la festa patronale: quando l’entusiasmo lascia il posto alla nostalgia, quando il frastuono gioioso di migliaia di persone diventa silenzio e quando ciascuno torna alle proprie occupazioni portando con sé il ricordo di giornate che sembrano trascorrere troppo in fretta – aggiungono – Eppure, proprio quella malinconia è la misura dell’amore che Potenza continua a nutrire per la sua festa, per la sua storia e per il suo Santo Patrono.
È il segno tangibile di un legame autentico che ogni anno riesce a riunire una comunità dispersa geograficamente ma profondamente unita nei sentimenti e nelle tradizioni.
A pochi giorni dalla conclusione delle iniziative organizzate in occasione delle festività patronali in onore di San Gerardo, l’Associazione I Portatori del Santo desidera rivolgere il proprio più sincero e sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito al successo straordinario del Potenza Folk Festival, della Cantina del Portatore e del tradizionale Pranzo dei Portatori.
I numeri registrati quest’anno testimoniano in maniera inequivocabile la forza di una tradizione che continua a rappresentare il cuore pulsante dell’identità potentina.
Oltre 35.000 persone hanno attraversato Piazza Mario Pagano nei giorni di festa e circa 1.350 persone il 29 maggio hanno animato il Pranzo dei Portatori, trasformando ancora una volta la città in una straordinaria comunità riunita attorno ai propri valori più autentici.
Il primo e più importante ringraziamento va ai potentini. A coloro che attendono la festa patronale come un momento di ritrovata comunità, capace di riempire le piazze, rinsaldare i legami e restituire il senso profondo di appartenenza a una storia comune.
Un ringraziamento altrettanto sentito va ai tanti potentini che vivono lontano dalla propria terra ma che ogni anno, da ogni parte d’Italia, scelgono di tornare a casa nel mese di maggio. Un ritorno che non è soltanto geografico ma soprattutto affettivo e identitario.
La Festa di San Gerardo continua infatti a rappresentare un richiamo irresistibile per migliaia di persone che, nonostante la distanza, mantengono un legame profondo e indissolubile con la propria città e con il proprio Santo Patrono.
Il nostro grazie si estende anche alle migliaia di visitatori provenienti dai comuni della provincia, dalla Basilicata, dalle regioni limitrofe e da altre parti d’Italia, così come ai tanti ospiti giunti dall’estero. Persone che, affascinate dai racconti, dalle immagini e dall’entusiasmo dei loro amici e familiari potentini, hanno deciso di trascorrere i giorni di festa a Potenza.
Questa straordinaria partecipazione rappresenta anche un importante volano economico per la città. Il Potenza Folk Festival ha coinvolto oltre sessanta artisti e altrettanti operatori tra musicisti, tecnici e collaboratori che hanno soggiornato, consumato e vissuto il territorio durante i giorni della manifestazione.
A ciò si aggiunge la presenza delle migliaia di visitatori che hanno frequentato il centro storico, contribuendo concretamente all’economia locale e sostenendo le attività commerciali e ricettive della città.
L’Associazione I Portatori del Santo desidera inoltre ringraziare la Regione Basilicata, il Comune di Potenza, l’APT Basilicata, la Camera di Commercio della Basilicata per aver sostenuto anche quest’anno le attività associative e la realizzazione degli eventi programmati.
Un ringraziamento particolare va alle oltre 130 aziende, società, attività commerciali e realtà imprenditoriali che hanno scelto di sostenere la nostra associazione e le iniziative organizzate. Il loro contributo rappresenta un gesto concreto di amore verso Potenza e verso una tradizione che senza il sostegno del tessuto economico cittadino non potrebbe essere realizzata. Così come ai singoli cittadini che hanno finanziato privatamente le nostre attività per spirito di attaccamento e dedizione popolare.
Un sentito ringraziamento va altresì alle Forze dell’Ordine che, con professionalità, presenza discreta e spirito di servizio, hanno garantito lo svolgimento sereno e sicuro di tutte le manifestazioni.
Analoga gratitudine rivolgiamo alla Croce Rossa Italiana per il supporto assicurato durante le giornate della festa e ad ACTA per l’eccellente lavoro svolto nelle operazioni di pulizia e ripristino delle aree interessate dagli eventi, restituendo alla città una piazza perfettamente pulita già nelle prime ore successive alle manifestazioni.
Non si può non dedicare un ringraziamento speciale alle scuole potentine che per tutti i mesi di aprile e maggio hanno aperto le loro porte per permettere ai Portatori del Santo di incontrare i piccoli potentini, per vivere con loro dei momenti di memoria collettiva, in chiave ludica, che si tramanda di generazione in generazione.
E ancora, grazie alle associazioni con cui condividiamo progetti, iniziative e, soprattutto, valori: Avis, Amici dell’Hospice, Officine Officinali, La Mimosa, VivereDonna, Radura Trekking.
Ogni anno, con le associazioni della città, si rinnova una tacita ma sincera promessa: insieme si porta la festa dove la festa non può arrivare, si regalano sorrisi, si celebra la forza della vita.
Un ultimo, ma non per ultimo, sentito grazie alle migliaia e migliaia di persone presenti lungo tutto il percorso della storica parata dei Turchi. Un momento per noi, da sempre, molto emozionante e che ci ravviva nello spirito e nell’animo. Le ali di folla che applaudono il tempietto, che gridano “evviva San Gerardo”, che attendono il passaggio conclusivo della parata fino all’ultimo proprio per devozione verso il Santo Patrono sono lo specchio di un forte legame della nostra comunità con la tradizione e la devozione stessa. Proprio alla luce delle forti emozioni provate in quei momenti non possiamo che manifestare tutto il nostro rammarico e il nostro stupore per aver scoperto dell’assenza di S.E. Mons. Davide Carbonaro, Arcivescovo Metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, al momento conclusivo della Storica Parata dei Turchi.
Rivolgere un messaggio alla città e impartire una benedizione ai cittadini, ai figuranti e alle istituzioni presenti rappresenta un gesto che negli anni ha dato vita a una consuetudine particolarmente sentita dall’intera comunità potentina, che, peraltro, anche nello svolgimento della Parata manifesta il profondo legame con proprio il Santo Patrono.
Pur rispettando tale scelta, non possiamo nascondere il dispiacere per l’assenza di un momento che nel tempo è divenuto parte integrante delle celebrazioni patronali, contribuendo a costruire un ideale ponte tra la grande festa popolare del 29 maggio e le solenni celebrazioni religiose del 30 maggio.
Confidiamo, pertanto, che già a partire dalla prossima edizione possa essere ripristinato questo significativo incontro di preghiera e vicinanza spirituale tra la Chiesa potentina e la comunità cittadina.
La straordinaria partecipazione registrata in questi giorni conferma che la Festa di San Gerardo continua a essere molto più di un semplice appuntamento del calendario cittadino. Essa rappresenta un patrimonio collettivo, un luogo dell’anima in cui i potentini si riconoscono e si ritrovano, una storia condivisa che attraversa generazioni, accorcia le distanze e restituisce alla città il senso più autentico della parola comunità.
E se è vero che, come scriveva Riviello, i giorni successivi alla festa portano con sé un inevitabile senso di malinconia, è altrettanto vero che per noi Portatori quella nostalgia è già diventata attesa.
Attesa di ritrovarci ancora, di continuare a costruire legami, di servire la nostra comunità e di lavorare per rendere la festa sempre più bella e partecipata.
Maggio 2027 sarà un mese speciale. Segnerà infatti il trentesimo anniversario della fondazione dell’Associazione I Portatori del Santo: trent’anni di impegno sociale, volontariato, promozione delle tradizioni popolari e amore incondizionato per Potenza”.
“Per questo motivo il conto alla rovescia è già iniziato. Con la stessa passione che ci accompagna da tre decenni, siamo pronti a tornare al lavoro perché il trentennale dell’Associazione e la Festa di San Gerardo 2027 possano essere ancora più partecipati, più coinvolgenti e più emozionanti. Grazie Potenza. Ci vediamo a maggio 2027”, concludono i Portatori del Santo.