​Rigenerazione urbana e ricerca: a Bari nasce il primo orto sociale in sinergia pubblico-privata

Scritto il 06/06/2026
da Flavio Insalata

​Alle porte di Bari, a ridosso della Strada Statale 100, i terreni di Masseria Pietrasole si trasformano in un laboratorio di innovazione sociale, scientifica e urbanistica. Con l’inaugurazione del nuovo orto urbano sociale aperto alla cittadinanza, il territorio barese sperimenta per la prima volta un modello di partnership pubblico-privato volto alla rigenerazione delle aree periferiche. Spazi precedentemente non utilizzati dalla struttura vengono così restituiti alla comunità, configurandosi non solo come un’area verde condivisa, ma come un vero e proprio presidio per la ricerca e l’educazione ambientale.
​L’iniziativa nasce sotto l’egida scientifica del Centro Interdipartimentale “Cibo in salute: Nutraceutica, nutrigenomica, microbiota intestinale, agricoltura e benessere sociale” dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, ed è sostenuta dai fondi della Legge Regionale per il “Centro Pilota Nutraceutica”. Sotto la guida della responsabile scientifica, la professoressa Filomena Corbo, l’orto diventa una base operativa per i ricercatori dell’Ateneo. Coltivato con specie orticole e piante aromatiche tipiche della tradizione pugliese, lo spazio permetterà di verificare sul campo i principi attivi nutraceutici dei prodotti e di studiare l’impatto benefico della biodiversità locale sulla salute e sul benessere intestinale. Inoltre, la sua posizione strategica offre l’opportunità di analizzare il ruolo degli spazi verdi come barriere naturali e strumenti di mitigazione ambientale in contesti periurbani.
​L’impatto sociale del progetto si riflette in modo immediato sul territorio, a partire dalle nuove generazioni. L’avvio dell’orto ha infatti coinciso con le attività didattiche del percorso “Dal seme al piatto: scopriamo la natura e il cibo sano”, che ha visto il coinvolgimento attivo degli alunni della scuola primaria ‘Tauro’ di Bari. Accompagnati dai docenti universitari, i bambini hanno partecipato a laboratori pratici e momenti ludico-didattici, toccando con mano la terra e comprendendo il valore della stagionalità e della genuinità alimentare. Questa sinergia tra mondo della ricerca e istituzioni scolastiche mira a colmare la distanza, sempre più marcata nei centri urbani, tra la quotidianità dei cittadini e i cicli naturali di produzione del cibo.
​Oltre al valore scientifico e pedagogico, l’orto sociale rappresenta una risposta concreta alla progressiva riduzione delle aree pubbliche nei contesti cittadini. Come sottolineato dai rappresentanti del Comune di Bari e dell’Assessorato regionale all’Agricoltura durante l’inaugurazione, la scelta di mettere a disposizione della collettività una porzione di terreno privato si propone come un modello virtuoso e replicabile di rigenerazione urbana. In un’epoca in cui la riscoperta della filiera corta e la tutela dell’ambiente sono priorità globali, questa iniziativa dimostra come la collaborazione tra istituzioni, università e privati possa ridefinire il concetto di periferia, trasformandola in un luogo di salute, inclusione e consapevolezza ecologica per l’intera comunità.