Caso Potenza, la replica dopo le squalifiche: “Si rischia un precedente pericoloso”

Scritto il 05/06/2026
da Nicolò Turco

Continua a far discutere la decisione del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare, che ha inflitto sei giornate di squalifica agli ex calciatori del Potenza Salvatore Caturano, oggi al Catania, Giovanni Volpe del Giugliano e Rosario Maddaloni, attualmente alla Nuova Igea Virtus.

Il provvedimento è legato ai fatti avvenuti nella notte tra il 19 e il 20 maggio 2024 all’esterno di un locale di Potenza, dove la squadra stava celebrando la salvezza conquistata dopo il playout contro il Monterosi. Secondo quanto ricostruito, i tre sarebbero stati coinvolti in una rissa con due fratelli tifosi del club lucano. Prosciolto, invece, l’ex preparatore dei portieri del Potenza Alessandro Greco.

La sanzione ha suscitato numerose reazioni, soprattutto dopo l’intervento dell’avvocato Maurizio De Rosa, legale di Caturano, che attraverso un messaggio condiviso sui social dall’attaccante del Catania ha espresso forti perplessità sulla decisione. Il legale si è detto convinto che la vicenda possa concludersi con l’assoluzione dei propri assistiti, evidenziando le ragioni della difesa e manifestando preoccupazione per quello che considera un possibile precedente pericoloso sotto il profilo della giustizia sportiva.

Di seguito il pensiero dell’avvocato Maurizio De Rosa.

Vorrei innanzitutto precisare con assoluta certezza che in appello i calciatori Caturano e Volpe saranno assolti, per la palese infondatezza delle responsabilità ascritte. I fatti risalgono al 20 maggio 2024, dopo la conclusione della gara playout, vinta dal Potenza contro il Monterosi. I fatti si sarebbero verificati circa 4 ore dopo la conclusione della gara in un contesto diverso dall’evento sportivo. Infatti, idue presunti tifosi si sarebbero recati presso il locale dove i ragazzi si trovavano in compagnia di altri compagni di squadra per ristorarsi dopo la vittoria salvezza e parliamo di un bar/cornetteria, non di una discoteca. I calciatori sono stati lesi nella loro libertà personale perché, per usare un eufemismo, sono stati invitati dai due presunti tifosi ad uscire fuori dal locale e la legittima difesa degli stessi non è valsa ad ottenere nel primo grado di giustizia sportiva l’assoluzione. L’assurdo è che allo stato, in sede pensale non vi è alcun rinvio a giudizio nei confronti dei miei assistiti e peraltro non vi è stata sporta alcuna denuncia/querela. E’ assurdo che la giustizia sportiva possa avere competenza su fatti che non entrano nella sfera sportiva e riguardano quella privata dei calciatori. Questa condanna che sarà ribaltata completamente in appello rappresenta un grave precedente per i calciatori perché legittima la condotta impropria di questi presunti tifosi a danno dell’incolumità fisica e morale dei calciatori. Mi auguro che le istituzioni calcistiche e l’associazione di categoria intervengano per fermare questa situazione che potrebbe rappresentare un pericoloso precedente