La Puglia sta compiendo alcuni progressi sul fronte della mobilità sostenibile, ma resta ancora indietro rispetto alla media nazionale. Secondo un’analisi del Centro Studi di AutoScout24 sui dati ACI, nella regione circolano oltre 2,5 milioni di auto e più della metà del parco circolante, il 53,1%, appartiene ancora alle classi Euro 0–Euro 4. Un dato che colloca la Puglia tra le regioni con il parco auto più vecchio d’Italia, subito dopo Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Molise.
Oltre il 54% delle vetture ha più di 15 anni, contro una media nazionale del 43,7%. Tuttavia, non mancano segnali positivi: negli ultimi cinque anni le auto ibride sono cresciute del 664%, passando dallo 0,4% al 3,9%, anche se restano sotto la media italiana dell’8,7%.
A livello provinciale, Bari guida il processo di rinnovamento del parco auto, con la quota più alta di ibride e veicoli Euro 6. Lecce segue per diffusione di Euro 6, ma si ferma al 3,6% di ibride. Nel Salento oltre la metà delle auto è ancora Euro 4 o inferiore, mentre la diffusione delle elettriche resta minima: circa lo 0,3–0,5% a seconda delle province.
Le difficoltà principali sono economiche, legate ai costi ancora elevati dei veicoli a basse emissioni e alla loro gestione. A queste si aggiungono anche criticità normative: a Lecce, ad esempio, non tutte le auto elettriche possono accedere automaticamente alle ZTL, secondo alcuni regolamenti comunali, creando incertezza tra i cittadini.
Nel complesso, la transizione verso una mobilità più sostenibile in Puglia è ancora in fase iniziale. I segnali di cambiamento sono evidenti, ma per accelerare il processo serviranno politiche coordinate, incentivi più efficaci, infrastrutture di ricarica più diffuse e regole locali più omogenee, così da favorire davvero il rinnovo del parco auto e la riduzione delle emissioni.