C’è un momento, ogni anno, in cui dai campi di grano dei Monti Dauni spuntano alberi alti venti metri che avanzano lentamente verso il cielo. Sotto quei pali colorati, un intero paese cammina pregando. Succede a Pietramontecorvino, dove il 16 maggio si rinnova il pellegrinaggio dedicato a Sant’Alberto Normanno, il patrono che – secondo la tradizione – nel 1889 salvò i raccolti dalla siccità facendo arrivare la pioggia. Da 137 anni, fedeli di ogni età percorrono a piedi i sei chilometri che separano il borgo dall’antico sito medievale di Montecorvino. Ad aprire la processione sono i caratteristici “palii”: enormi fusti d’albero decorati con scialli e nastri, portati a braccia tra i campi.
La leggenda racconta che Sant’Alberto apparve in sogno a due donne chiedendo al popolo un pellegrinaggio penitenziale. Al ritorno, arrivò la pioggia tanto attesa. Da allora, il rito si ripete ogni anno, trasformando la campagna in una straordinaria processione di fede, colori e memoria collettiva. Le celebrazioni continueranno il 17 maggio con la processione nel centro storico e fanno parte della “Settimana Identitaria”, il cartellone di eventi culturali in programma fino al 31 maggio.