Federacma al Governo: “Decreto 4.0 fermo da 5 mesi, filiera agricola in difficoltà”

Scritto il 14/05/2026
da Redazione

A cinque mesi dall’approvazione della misura prevista dalla Legge di Bilancio, il decreto attuativo relativo al credito d’imposta 4.0 per il settore agricolo non è ancora stato emanato. Una situazione che preoccupa fortemente la filiera della meccanica agricola e che ha spinto Federacma a scrivere al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

La federazione, aderente a Confcommercio e rappresentativa del settore delle macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, ha inviato una lettera anche ai presidenti delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato, Mirco Carloni e Luca De Carlo, chiedendo l’immediata pubblicazione del provvedimento e un rafforzamento delle risorse disponibili, oggi ferme a 2,1 milioni di euro.

Secondo Federacma, il ritardo starebbe generando pesanti conseguenze sull’intera filiera agro-meccanica. Gli agricoltori rinviano gli investimenti in attesa di regole certe, mentre nei piazzali dei concessionari si accumulano trattori e mezzi agricoli invenduti.

La federazione avverte che il protrarsi della situazione potrebbe trasformare il rallentamento delle vendite in una vera crisi produttiva e occupazionale.

Nel documento viene inoltre evidenziato come il piano Transizione 5.0 riguardi prevalentemente aziende con reddito d’impresa, una platea ristretta nel panorama agricolo italiano, lasciando escluse molte realtà che attendono invece il credito d’imposta 4.0 dedicato al comparto primario.

“Abbiamo sostenuto fin dall’inizio la scelta del Governo di introdurre uno strumento diretto come il credito d’imposta 4.0 per l’agricoltura – dichiara Andrea Borio – ma oggi non possiamo ignorare la realtà: dopo cinque mesi il decreto non è ancora stato emanato e questo sta paralizzando il mercato”.

Borio sottolinea come il blocco degli investimenti stia mettendo in difficoltà non solo gli agricoltori, ma anche le aziende della filiera manifatturiera e commerciale.

“I trattori restano fermi nei piazzali – aggiunge – e il rischio concreto è che si arrivi alla cassa integrazione nel comparto manifatturiero. Paradossalmente il costo sociale e occupazionale di una crisi della filiera rischia di essere superiore alle risorse necessarie per rafforzare la misura”.

Federacma chiede quindi sia la pubblicazione immediata del decreto sia un incremento significativo della dotazione economica, ritenuta insufficiente rispetto alle necessità reali del settore.

La federazione lancia infine un appello a tutto il comparto agricolo affinché si crei una posizione comune a sostegno della misura, considerata strategica per il ricambio tecnologico e la modernizzazione dell’agricoltura italiana.

“Innovazione e strumenti realmente accessibili agli agricoltori – conclude Borio – sono fondamentali per la competitività del settore. Per questo auspichiamo che tutta la filiera sostenga la necessità di accelerare il decreto e rafforzare le risorse disponibili”.