BRINDISI – Mesagne, Ceglie Messapica, Latiano, San Vito dei Normanni e Torchiarolo: alla chiusura delle liste, recap sui cinque comuni del brindisino chiamati al voto per le amministrative.
Cinque comuni al voto, un’unica ma mossa fotografia, con equilibri fragili e partite apertissime. Nel Brindisino le amministrative del 24 e 25 maggio si giocano più sui nomi che sui simboli. Liste chiuse, candidati definiti e forse, chissà, qualche sorpresa dietro l’angolo.
A Mesagne, sarà sfida lineare tra Francesco Rogoli (centrosinistra) e Giorgia Campana (centrodestra) in quello che resta il confronto più “politico” della tornata, con coalizioni strutturate e un equilibrio ancora tutto da verificare alle urne.
A Ceglie Messapica, dopo la ricucitura con il consigliere regionale Luigi Caroli, il sindaco uscente Angelo Palmisano, espressione del centrodestra, tenta la riconferma. A contendergli la fascia tricolore è Agata Scarafilo, candidata del centrosinistra. Qui la partita è diretta, ma il clima resta segnato dalle tensioni interne agli schieramenti e dalle tante polemiche che hanno preceduto l’inizio della campagna elettorale.
Triello a San Vito, uscenti in campo a Latiano e Torchiarolo
A San Vito dei Normanni, la sindaca uscente Silvana Errico cerca il bis alla guida di una lista civica sostenuta dalla Lega, che però non si presenta con il proprio simbolo. Il resto del centrodestra (Forza Italia e Fratelli d’Italia) si schiera con Giacomo Viva. Il centrosinistra è compatto su Marco Ruggiero, esponente del Movimento 5 Stelle. È una delle sfide più aperte, con tre poli ben distinti.
Corsa a due, a Latiano, per raccogliere l’eredità del sindaco uscente Cosimo Maiorano. In campo l’avvocato Angelo Caforio, candidato del centrodestra, e il professor Marcello Ignone, alla guida del campo largo di centrosinistra. Qui si decide tutto al primo turno proprio come a Torchiarolo. Due i candidati: Gianpiero Orlando, sostenuto dalla civica “Orizzonte Comune”, ed Elio Ciccarese, sindaco uscente, alla guida di “Oltre la Svolta – Insieme a Noi”. Una sfida tutta interna alle dinamiche locali.
Insomma, cinque comuni, nessun padrone. Almeno fino al 25 maggio.