Minacce, aggressioni, maltrattamenti, atti persecutori. Questo l’incubo vissuto da una donna della provincia di Bari che, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, sarebbe stata vittima di comportamenti aggressivi e violenti da parte dell’ex compagno. In diverse occasioni, stando a quanto ricostruito negli atti dell’inchiesta, l’uomo l’avrebbe aggredita cingendole le mani intorno al collo, minacciandola ripetutamente.
In un’occasione, la donna sarebbe stata salvata da un passante, il quale sarebbe intervenuto in sua difesa scortandola fino al rientro a casa. Dopo l’invito della donna ad allontanarsi dall’abitazione in cui convivevano, l’imputato l’avrebbe minacciata con un bicchiere di vetro, per poi sbatterle la testa contro l’armadio. Soltanto l’abilità della donna di divincolarsi e allontanarsi per chiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine avrebbe posto fine alla violenza. Dopo la fine della relazione, l’uomo si sarebbe appostato nei pressi dell’abitazione dell’ex compagna e si sarebbe accostato alla sua autovettura per impedirne il transito. Condotte che hanno fatto scattare il codice rosso e portato l’uomo sul banco degli imputati per maltrattamenti.
La condanna a quattro anni e 6 mesi di reclusione del 34enne segna un record a Bari, dove per maltrattamenti non si era mai raggiunta una pena simile. L’uomo, inoltre, è stato condannato anche all’interdizione dai pubblici uffici e al risarcimento delle parti civili, tra cui l’associazione Gens Nova.