BARI – Potrebbero avere le ore contate i responsabili dell’omicidio di Filippo Scavo, ucciso nella notte tra sabato e domenica scorsi al Divine Club di Bisceglie. Le telecamere interne del locale avrebbero infatti ripreso le fasi precedenti e, forse, anche il momento della sparatoria.
I carabinieri stanno ricostruendo la rete di contatti della vittima: identificate numerose persone presenti quella sera, comprese quelle coinvolte in un acceso litigio poco prima degli spari. Tra le ipotesi più accreditate, quella di un nuovo scontro tra clan rivali: da una parte il gruppo legato agli Strisciuglio, di cui Scavo faceva parte, dall’altra uomini vicini ai Capriati di Bari Vecchia.
Un conflitto che potrebbe aver avuto una coda poche ore dopo, con la gambizzazione di Kevin Ciocca, ritenuto vicino ai barivecchiani. Il 21enne è stato ferito da un colpo di pistola nel borgo antico di Bari: ricoverato al Policlinico, è stato dimesso con una ferita superficiale. Sull’episodio indaga la polizia, ma per gli inquirenti il collegamento con l’omicidio di Scavo potrebbe essere una pista concreta. Perché, negli ultimi due anni, più volte il 43enne di Carbonara detto “Occhione” e i barivecchiani si erano affrontati con le armi in pugno.
Intanto, il Divine Club è stato parzialmente sequestrato. I filmati delle telecamere sono ora al vaglio degli investigatori, mentre la Procura antimafia di Bari coordina l’inchiesta per omicidio aggravato dal metodo mafioso.
La direzione del locale parla di massima collaborazione e sottolinea le misure di sicurezza adottate, tra controlli all’ingresso e personale qualificato. Resta però da chiarire come sia stata introdotta l’arma: secondo una prima ricostruzione, il killer potrebbe averla recuperata all’esterno dopo il litigio.