Il 21 marzo 2025 era iniziato a Potenza il processo sul presunto disastro ambientale prodotto tra il 1995 e il 2012 dall’ex Ilva di Taranto dopo l’annullamento dopo sette anni di giudizio della sentenza di primo grado pronunciata della sezione distaccata di Lecce dalla Corte d’Assise d’Appello di Taranto per la presenza di due giudici onorari tra le numerose parti civili.
Il 6 febbraio di quest’anno si era conclusa la fase preliminare del nuovo giudizio con il rinviato a giudizio 21 imputati, tra cui l’ex governatore pugliese Nichi Vendola.
Ha dunque preso il via nel palazzo di giustizia del capoluogo di regione lucano la fase dibattimentale, un nuovo lungo iter che servirà per provare a dimostrare le responsabilità sull’avvelenamento di sostanze alimentari e l’omissione dolosa di cautele sul lavoro durante la gestione della famiglia Riva dello stabilimento siderurgico nella città dei due mari.
Davanti all’ingresso del palazzo di giustizia erano presenti anche alcuni manifestanti preoccupati dalle sorti di un nuovo giudizio sul cui esito incombe la scure della prescrizione.