Roma – Il titolare del Mimit, Adolfo Urso è chiaro dopo l’ordinanza del Sindaco di Taranto Piero Bitetti che contesta all’azienda la mancata presentazione del piano di riduzione del rischio non cancerogeno relativamente ai parametri emissivi di arsenico, cobalto e nichel. Il ricorso e’ sul piatto spiega, Urso perché di mezzo, c’è la continuità produttiva dell’Ilva che “Spera non sia stata compromessa” dice, visto che se la centrale si ferma non sarà più possibile recuperare e gestire i gas del ciclo siderurgico, che resterebbero privi di qualsiasi possibilità di smaltimento. Ma soprattutto, vista la partita ancora aperta sulla vendita degli impianti contesi da
Flacks che ha richiesto un prestito statale per il rilancio, e gli indiani, che propongono la possibilità di importare 4 milioni di bramme dall’Oman per produrne circa 2 a Taranto, attraverso un forno elettrico col nodo però, dell’occupazione visto che servirebbe metà del personale rispetto all’esistente. Ma proprio l’occupazione è il nodo principale dei sindacati chiamati al Ministero del Lavoro per discutere della cassaintegrazione chiusa con un nulla di fatto visto il margine di trattativa ridotto a zero
Ex Ilva, commissari preparano ricorso a ordinanza Bitetti
Scritto il 16/04/2026