Chiara Colosimo: “La ndrangheta è presente in Puglia”

Scritto il 26/03/2026
da Dante Sebastio

La presidente della Commissione Antimafia a Bari: “Attenzione dello Stato anche ai reati predatori e clan stranieri”


Il quadro tracciato a Bari dalla presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, evidenzia la presenza della ’ndrangheta in diversi territori della Puglia.

“Un dato che mi ha molto colpito rispetto alla storia della criminalità organizzata pugliese è il fatto che a Bari, come a Lecce e Andria, entra prepotentemente la ’ndrangheta”. Il riferimento riguarda gruppi collegati ai Mammoliti, ma anche ad altre organizzazioni calabresi.

“Su Andria emergono elementi riconducibili al clan Fischiante di Bovalino, mentre a Lecce si registrano collegamenti con le cosche di Isola Capo Rizzuto, tra cui Arena Nicoscia, oltre ai Mancuso di Limbardi – sottolinea -. Capite che c’è un territorio che è sicuramente in contatto con il broker primario della droga, cioè la ’ndrangheta”.

Nel corso dell’incontro è stata evidenziata anche la necessità di approfondire i reati predatori. “Non soltanto gli assalti ai furgoni portavalori, ma tutti quei reati predatori che in questi territori troppo spesso utilizzano metodi mafiosi. Una criticità che potrebbe rientrare nelle competenze della Direzione distrettuale antimafia”.

Tra i temi affrontati anche i rapporti tra criminalità locale e gruppi stranieri. “Esistono rapporti tra la criminalità organizzata autoctona e le criminalità organizzate straniere, non solo quella albanese, ma anche quella che si trova in un altro continente”.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle nuove generazioni. “C’è anche il venire avanti delle nuove leve che, senza qualcuno che faccia da guida, fanno a gara a chi è più violento. Un fenomeno che contribuisce a un aumento della violenza sul territorio e si inserisce in un contesto di criminalità giovanile”.

Chiara Colosimo ha rivolto anche un messaggio ai giovani. “Magari si può iniziare a non ascoltare Tommy Parisi e ascoltare altri cantanti che non fanno i boss e i cantanti insieme”. Tommy Parisi è il nipote del boss Savinuccio Parisi.

Un ulteriore elemento emerso riguarda gli appalti nei piccoli Comuni. “L’utilizzo, soprattutto di affidamento diretto in via prioritaria dei piccoli centri, perché sotto soglia, permette con più facilità l’ingresso della criminalità organizzata nei Comuni”. Tra i casi citati, quello di Trinitapoli.

“È evidente che questo è un tema per la commissione antimafia, soprattutto perché il rapporto tra politica e mafia è oggettivamente il cuore dell’attività della Commissione”.