Daniela Santanchè si è dimessa. Le dimissioni della ministra del turismo sono state formalizzate con una lettera indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in cui emergono passaggi diretti e politicamente significativi.
Nel testo, Santanchè rivendica la propria posizione e chiarisce le condizioni della scelta, sottolineando: “mi sarei dimessa solo di fronte a una tua esplicita e pubblica richiesta” e ribadendo che “il mio certificato penale è immacolato”.
Non manca un riferimento al contesto politico, con la precisazione di non voler essere “il capro espiatorio di una sconfitta”, fino alla conclusione con un passaggio netto: “non ho difficoltà a dire ‘obbedisco’”.
Opposizioni all’attacco: “Addio tardivo”
In Parlamento si consuma una giornata di forte tensione politica dopo le dimissioni della ministra del Turismo, con le opposizioni che attaccano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlando di un “addio tardivo”.
Giuseppe Conte, leader del MS, punta il dito direttamente contro la premier: “Ci sono voluti tre anni e 14 milioni di cittadini che hanno votato no al referendum per far dimettere una ministra responsabile di una truffa Covid ai danni dello Stato. Chi è responsabile di tutto questo? Un solo nome, Giorgia Meloni”. Sulla stessa linea Chiara Braga, capogruppo del Pd alla Camera: “Ci sono voluti 14 milioni di no per chiudere questa pessima pagina”.
Le critiche arrivano anche da Italia Viva, che parla di uno stato di implosione del governo, mentre Riccardo Magi di Più Europa ironizza: “Da Open to Meraviglia a Open to dimissioni, finalmente”.
Alla notizia delle dimissioni, nell’Aula della Camera si è levato l’applauso delle opposizioni, al termine di una giornata segnata da scontri e dichiarazioni incrociate. Elly Schlein, segretaria del PD, parla di una “crisi profonda del governo”, mentre il pentastellato Riccardo Ricciardi accusa: “Dietro il governo c’è un sistema di potere a cui hanno detto NO milioni di ragazze e ragazzi”.
Dal fronte della maggioranza arriva la replica di Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, che attacca il Pd con parole che provocano proteste in Aula. Nel frattempo, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenuto al question time, respinge le richieste di dimissioni: “La fiducia mi è già stata confermata dal presidente Consiglio”.
La lettera della Santanchè alla Meloni
Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo.
Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, chefaccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio.
Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei esssere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio.
Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Del Mastro che pure paga un prezzo alto.
Chiarito questo non ho difficoltà a dire “obbedisco“ e a fare quello che mi chiedi.
Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri.
Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento.
Cari saluti.
Daniela