Il sindacato: “Persi 4.000 posti civili nella Difesa dal 1975. I 60 milioni non bastano senza strategia”
A Taranto il comparto della Difesa vive una fase segnata da un forte calo occupazionale, mentre si affacciano nuove risorse economiche che potrebbero incidere sul futuro del settore. È questo il quadro tracciato dalla Uilpa, intervenuta a margine di una riunione svolta presso il Comando Interregionale Marittimo, con una lettura che mette insieme criticità e prospettive.
I dati indicati dal sindacato descrivono una riduzione significativa del personale civile dell’Arsenale Militare. Dai 4.774 dipendenti del 1975 si passa a circa 800 unità nel quadriennio 2021-2025. A questa dinamica si aggiungono le ulteriori riduzioni previste tra il 2024 e il 2025, con circa 2.000 civili in meno negli enti della Difesa presenti sul territorio, legate principalmente ai pensionamenti. Una situazione che coinvolge anche il Comando Stazione Navale, dove la diminuzione della forza lavoro arriva a sfiorare il 40%.
Secondo la Uilpa, questa condizione incide sia sulla tenuta occupazionale sia sulla funzionalità complessiva del comparto. Allo stesso tempo, però, viene evidenziata l’opportunità rappresentata dai finanziamenti in arrivo. L’assegnazione di oltre 60 milioni di euro per un nuovo bacino all’interno dell’Arsenale Militare viene considerata un segnale positivo, ma non sufficiente da solo a determinare un’inversione di tendenza.
A intervenire è Vincenzo Boccadamo, in rappresentanza della UILPA Taranto, che sottolinea: “Da tempo denunciamo le difficoltà strutturali in cui versa il personale civile della Difesa, ma oggi crediamo sia necessario andare oltre la mera segnalazione delle criticità”. Nella sua analisi, viene evidenziata la necessità di costruire una strategia concreta, anche alla luce dei piani manutentivi delle nuove unità navali che prevedono il coinvolgimento diretto dell’industria nazionale.
Un passaggio centrale riguarda il tema delle competenze. Vincenzo Boccadamo spiega: “Siamo consapevoli che le nuove tecnologie e i sistemi innovativi che alimentano le moderne unità navali richiedono competenze altamente specialistiche. Per questo riteniamo indispensabile e urgente prevedere piani formativi strutturati”. L’obiettivo indicato è quello di rafforzare le capacità operative del comparto e generare ricadute positive sull’intero sistema economico locale.
Sui fondi destinati all’Arsenale Militare, la posizione della Uilpa resta articolata. “I 60 milioni previsti per il nuovo bacino dell’Arsenale sono un segnale positivo e incoraggiante. Tuttavia, tale intervento rischia di rimanere isolato se non inserito all’interno di un piano strutturato, organico e coordinato”, afferma Vincenzo Boccadamo, indicando come priorità il rilancio complessivo della cantieristica nell’area ionica.
Il sindacato chiede quindi una visione integrata che metta in relazione istituzioni, industria e parti sociali, puntando su formazione qualificata, valorizzazione delle competenze e nuove assunzioni stabili. In questa prospettiva, i finanziamenti disponibili vengono considerati un passaggio iniziale che necessita di una programmazione strategica condivisa per tradursi in sviluppo reale per Taranto e per il comparto della Difesa.