Il sindacato: “Nuovo Disegno di Legge sulla revisione dello strumento militare non valorizza adeguatamente il personale delle Forze Armate”
Il Siulm Interforze, sindacato unitario dei lavoratori militari che comprende Siulm Marina e Siulm Aeronautica, critica duramente il Disegno di Legge sulla revisione dello strumento militare approvato dalla Commissione Difesa.
“La riforma, che dovrebbe rappresentare un intervento strutturale sul sistema della difesa italiana, nella sua formulazione attuale non riconosce adeguatamente il ruolo delle donne e degli uomini in divisa”, sottolinea il Siulm in una nota .
La denuncia arriva mentre il personale militare italiano è impegnato in diversi scenari operativi. “I militari presenti nelle basi in Kuwait e in Iraq vivono in condizioni di forte tensione, costretti a operare nei bunker a causa della minaccia di missili iraniani, mentre le unità navali italiane impegnate nel Mediterraneo, nel Mar Rosso e nel Mar Arabico vigilano per intercettare missili e droni”, evidenzia il sindacato.
“In questo contesto, il disegno di legge approvato in Commissione Difesa appare distante dalle reali esigenze del personale – sottolinea il Siulm -. Auspichiamo che durante l’iter parlamentare si possa arrivare a un ‘ravvedimento operoso’ del legislatore, ascoltando anche le organizzazioni sindacali militari e mettendo finalmente il personale al centro del processo di ammodernamento e rafforzamento dello strumento militare”.
“Il testo attuale si limita a una riorganizzazione prevalentemente formale dell’apparato militare, senza affrontare in modo strutturale alcune criticità che da anni gravano sulle Forze Armate – aggiunge il sindacato -. Tra i problemi più rilevanti c’è il deficit di organico, aggravato dalla progressiva perdita di attrattività del servizio militare tra le nuove generazioni, oltre al crescente divario tra l’impegno operativo richiesto e il riconoscimento economico e professionale garantito al personale”.
“Inoltre, le Forze Armate non possono essere considerate soltanto un modello organizzativo da riformare sulla carta. Si tratta di un sistema complesso fondato su competenze, dedizione e sacrificio di migliaia di donne e uomini che ogni giorno garantiscono la sicurezza del Paese. Per questo motivo, una riforma che non mette al centro il personale rischia di produrre effetti limitati e di non rispondere alle sfide strategiche che attendono l’Italia nei prossimi anni”, conclude il Siulm Interforze.