Errore nella procedura: Comune escluso dal processo contro commerciante

Scritto il 11/03/2026
da Michele Iurlaro

BRINDISI – Errore nella procedura e parti civili escluse: si apre così il processo per direttissima a carico di un 47enne titolare di un autosalone di Francavilla Fontana, arrestato lo scorso 11 gennaio. L’uomo è accusato di aver aggredito e cagionato lesioni alle forze dell’ordine intervenute. Eppure, carabinieri, polizia locale e Comune restano fuori dal procedimento: le richieste di costituzione di parte civile sono state dichiarate tardive dal giudice monocratico del tribunale di Brindisi, Leonardo Convertini, che le ha rigettate come Cartabia impone.

La circostanza evidenzia una falla nella gestione procedurale: nessuna delle istituzioni coinvolte negli scontri, in primis il Comune e, quindi, un’amministrazione popolata da avvocati, potrà, allo stato, partecipare al dibattimento come parte civile per chiedere eventuali risarcimenti.

Nella stessa udienza la difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Michele Fino, ha chiesto l’ammissione alla messa alla prova. Il giudice ha rinviato la decisione al 19 maggio, dopo aver acquisito il parere dell’Uepe, l’Ufficio di esecuzione penale esterna.

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Errore nella procedura e agenti aggrediti: l’episodio

L’episodio contestato al commerciante risale allo scorso 11 gennaio. Tutto è nato da un’auto in vendita, priva di assicurazione, parcheggiata in divieto. Alla richiesta di intervento delle forze dell’ordine, il 47enne aveva dato in escandescenze davanti agli agenti della polizia locale. Durante il parapiglia, un carabiniere – intervenuto a supporto degli agenti in un secondo momento – era stato colpito con una testata. Dopo il fattaccio, tutti i protagonisti della vicenda furono accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale “Camberlingo”.

Arrestato e ristretto prima in carcere e poi ai domiciliari, il 47enne aveva già ottenuto un primo risultato davanti al tribunale del Riesame. Il 30 gennaio i giudici hanno annullato l’ordinanza di convalida del gip, lasciandolo in stato di libertà. Le motivazioni del provvedimento non sono ancora state rese note.

L’imputato, nel frattempo, ha in parte ammesso i fatti, parlando però di una reazione “scomposta” all’arresto e sostenendo di aver a sua volta riportato una lesione al sopracciglio, compatibile – secondo la difesa – con un morso.

Ora il procedimento prosegue senza parti civili e con la richiesta di messa alla prova sul tavolo del giudice. La “Direttissima” dovrebbe infine chiudersi il prossimo 19 maggio.