Diciotto mesi di attesa, solleciti e speranze rimaste sospese nella burocrazia. Ora Leonardo Melle, cittadino di Manduria e atleta paralimpico plurimedagliato, annuncia una protesta clamorosa: domani è pronto a incatenarsi davanti al Comune per chiedere il pagamento del contributo Provi che attende da oltre un anno e mezzo.
Una scelta estrema, maturata dopo mesi di attese e risposte incomplete, che raccontano la storia di un diritto riconosciuto ma non ancora concretamente ottenuto.
Leonardo Melle non è un cittadino qualunque: nel 2017 è stato premiato presso il Consiglio regionale pugliese per i risultati ottenuti ai Mondiali di paraciclismo in Sudafrica, dove conquistò una medaglia d’argento nella prova in linea e una di bronzo nella cronometro individuale. Un atleta che nel corso degli anni ha partecipato anche alle prime sperimentazioni dei progetti di Vita Indipendente, diventando uno dei simboli pugliesi dello sport paralimpico e dell’autonomia delle persone con disabilità.
Oggi però quella autonomia rischia di diventare fragile proprio per la mancanza di un sostegno economico fondamentale.
Il progetto Provi – Progetti di Vita Indipendente è una misura della Regione Puglia dedicata alle persone con disabilità e prevede un contributo economico a rendicontazione, destinato all’assunzione di un assistente personale e all’acquisto di strumenti informatici e soluzioni domotiche per rendere più autonoma e moderna la vita del beneficiario.
Nel caso di Melle, la domanda di accesso alla misura PROVI Linea B è stata presentata sulla piattaforma regionale nella terza finestra temporale del 2024, in concomitanza con la scadenza del precedente progetto. Tuttavia nel 2025 la domanda non fu validata dalla Regione per insufficienza di fondi e all’Ambito territoriale di Manduria furono assegnate soltanto sei pratiche da istruire.
Una svolta si è registrata solo a dicembre 2025, quando un atto ricognitivo dell’Ufficio di Piano dell’Ambito di Manduria ha evidenziato la disponibilità di risorse residue sufficienti a consentire lo scorrimento della graduatoria regionale. L’Ufficio di Piano ha quindi segnalato la situazione alla funzionaria regionale referente della misura, avviando la procedura di scorrimento.
Tra le pratiche ammesse al passaggio successivo figura proprio quella di Leonardo Melle, che ha provveduto a caricare il progetto attraverso il centro di domotica scelto. Il progetto è stato valutato dalla Regione come “ammissibile all’istruttoria di ambito” il 6 febbraio 2026.
Da quella data l’Ufficio di Piano, insieme ai Servizi Sociali e all’Unità di Valutazione Multidimensionale, dispone di 120 giorni per valutare l’ammissibilità del progetto, anche se normalmente la procedura si conclude entro circa un mese.
Solo dopo l’ammissione definitiva a finanziamento il beneficiario potrà firmare il contratto con l’Ambito territoriale e avranno inizio i 18 mesi effettivi del progetto, durante i quali dovranno essere presentati i contratti di lavoro dell’assistente personale, le buste paga, le fatture per gli ausili acquistati e i relativi pagamenti. Successivamente l’Ufficio di Piano procederà alle verifiche e alla liquidazione dei rimborsi.
Secondo l’Ufficio di Piano dell’Ambito di Manduria non vi sarebbe alcun ritardo nell’iter istruttorio, che starebbe procedendo secondo l’ordine cronologico delle pratiche. Il progetto di Melle — assicurano dagli uffici — dovrebbe prendere avvio nelle prossime settimane.
Una spiegazione tecnica che però non basta a placare la frustrazione dell’atleta manduriano.
Per Leonardo Melle quei tempi amministrativi significano mesi senza sostegno economico e senza le condizioni necessarie per garantire la propria autonomia quotidiana. Da qui la decisione di una protesta pubblica davanti al municipio, un gesto che vuole attirare l’attenzione su una vicenda che per lui non è solo una pratica burocratica ma una questione di vita quotidiana.
Domani mattina, 26 febbraio, davanti al Comune di Manduria, si capirà se la protesta annunciata diventerà realtà o se dalle istituzioni arriveranno risposte.