La sezione leccese dell’Associazione Nazionale Magistrati interviene con una nota ufficiale nel dibattito sulla riforma della giustizia e stigmatizza l’utilizzo sui social dell’immagine e delle parole di un magistrato prematuramente scomparso.
Nel mirino dell’ANM Lecce finisce un post pubblicato dall’avvocato Ladislao Massari, presidente della Camera penale di Brindisi, nel quale – secondo quanto si legge nel documento – sarebbero state riprese dichiarazioni risalenti nel tempo, estrapolate da un contesto storico e istituzionale differente rispetto a quello attuale, per sostenere una posizione nel confronto pubblico sulla riforma.
La Giunta distrettuale sottolinea come le opinioni espresse dal collega in occasione di una candidatura autonoma al CSM appartenessero a una fase precisa, legata a un determinato quadro normativo. Attribuire oggi, “per congettura”, un orientamento su una riforma che presenta contenuti, equilibri e implicazioni diverse significherebbe – secondo l’ANM – forzare quella memoria e piegarla a un confronto che invece richiede responsabilità e lealtà.
Nel documento si evidenzia un principio ritenuto centrale: la memoria di chi non può più esprimersi non può essere trasformata in argomento di parte. Il dibattito sulla giustizia, tanto più in una stagione di cambiamenti strutturali, necessita – si legge – di rigore, rispetto e trasparenza. Non si rafforza una tesi evocando il pensiero di chi non è più nelle condizioni di precisarlo, aggiornarlo o eventualmente smentirlo.
La Giunta distrettuale di Lecce conclude chiedendo che il confronto torni a fondarsi su argomentazioni attuali e su posizioni chiaramente assunte, nel pieno rispetto della dignità personale e professionale di chi non può più difendere la propria storia e le proprie parole.