Un ricordo condiviso, pur da prospettive differenti, ha accompagnato l’omaggio a Giuseppe Tatarella, storico esponente del Msi e di Alleanza Nazionale, ex ministro e vicepremier nei governi Berlusconi. A intervenire, nel corso dell’evento ospitato al Palazzo Lombardia, sono stati l’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema e l’attuale presidente del Senato Ignazio La Russa.
D’Alema ha sottolineato il valore del confronto politico di una stagione in cui, pur nella contrapposizione, era possibile mantenere un dialogo fondato sul rispetto reciproco. Un contesto, ha ricordato, nel quale gli avversari sapevano ascoltarsi e conservare anche rapporti umani. Nel tratteggiare la figura di Tatarella, l’ex premier ne ha evidenziato il rigore intellettuale e una certa distanza dalla propaganda, descrivendolo come un uomo poco incline all’autoreferenzialità e attento a isolare le frange più estreme all’interno del Msi, collocandosi in una destra popolare ma non populista.
Sulla stessa linea di riconoscimento della statura personale, ma con una lettura politica diversa, l’intervento di La Russa. Il presidente del Senato ha rimarcato la riservatezza di Tatarella, ricordandone la scarsa esposizione mediatica e una naturale diffidenza verso l’uso dell’immagine come strumento politico. Una scelta, secondo La Russa, legata all’idea che il suo ruolo fosse quello di costruire le condizioni politiche, lasciando ad altri il compito della comunicazione e della propaganda.
Nel passaggio conclusivo, La Russa ha precisato che Tatarella non mirava a una rottura con la tradizione del Movimento Sociale Italiano, ma piuttosto a proseguirne il percorso storico, senza mai rinnegare la propria appartenenza. Un confronto di visioni che ha restituito la complessità di una figura centrale della destra italiana, ricordata a distanza di anni anche da esponenti di schieramenti opposti.